Pizza e discoteca? Roba da ricchi...
ROMA. «Uscire ogni sera? Ormai solo i figli di papà possono permetterselo». L'amara constatazione è di Intesaconsumatori. Gelati, pizza, discoteche, spettacoli all'aperto: per le tasche dei ragazzi italiani dai 16 ai 26 anni la spesa estiva è diventata un vero salasso. In media i costi dell'estate sono aumentati di 214 euro in tre anni. 68% in più rispetto al 2001, ultimo anno in cui nel portafogli trovavano posto ancora le vecchie lire. Colpa del caro-prezzi che non fa sconti a nessuno. Fatto sta che, stavolta, a rimetterci sono i più giovani. I dati dell'ultima inchiesta sono impietosi. I rincari non si sono limitati solo a sdraie, ombrelloni e pedalò. Hanno colpito anche l'acquisto di una bibita, l'ingresso in discoteca, la cena in pizzeria.
Mettendo un freno ai divertimenti estivi dei ragazzi. Un esempio? È sufficiente paragonare l'esborso che comportava una serata-tipo all'epoca della lira a quella attuale pagata in euro. Bersi un drink all'happy hour (in orario pre-serale), andare successivamente in pizzeria a mangiare una semplice margherita accompagnata da una Coca-Cola in lattina nell'estate 2001 costava all'incirca 15.500 lire. Poco più di 8 euro. Una cifra ragionevole. Oggi non è più cosi. Il cocktail pomeridiano e la pizza «pomodoro e mozzarella» sono arrotondati a 6 euro e la lattina di Coca magicamente balza a 1. Totale, 13 euro. Oltre 25 mila lire. Un rialzo che tocca il 62,5 per cento.
E non è finita qui. Perché se poi il giovane decide di vivere la notte estiva per intero e opta per la discoteca le cifre schizzano a livelli da capogiro: 20 euro per l'ingresso e altri 10 per un'ulteriore consumazione non compresa nel biglietto. In pratica il doppio di quanto si spendeva con le lire quando, secondo i dati elaborati da Intesaconsumatori (che raggruppa le associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), i prezzi erano rispettivamente 20 e 10 mila lire. Un euro, in questo caso, è stato considerato come la vecchia banconota da 1000 lire, che per tanto tempo ha raffigurato Marco Polo e Maria Montessori. Tanto che i consumatori azzardano un consiglio romantico: «Volete uscire ogni sera? Accontentatevi di stare sul molo a vedere il mare con la ragazza».
Tempi duri, quindi. Non vengono risparmiati i coni gelati, le spremute (2000 lire-2,80 euro), il caffé (1300-0,85), il cappuccino con la brioche (2500-1,90), l'hamburger con le patatine (10000-8,00). Anche un'intera giornata trascorsa al parco dei divertimenti può andare di traverso se si spera che il biglietto di ingresso non pesi sulle proprie tasche (soprattutto delle famiglie): qui gli incrementi sono stati del 36 per cento (da 57 mila lire a 40 euro).
Intanto, l'Adiconsum, per bocca del segretario Paolo Landi, commenta cosi il calo registrato nel settore turismo: «È un avviso di crisi salutare: i prezzi 'in libertà" stanno bruciando una risorsa importante del nostro Paese». Secondo Landi «spesso alla spesa dei turisti non corrisponde un adeguato servizio». Quale, allora, la soluzione? «Una politica sul turismo che non sia solo pertinenza delle Regioni». Le trattative sono rimandate a settembre.