Senza Titolo

Benvenuto scandalo. Soltanto adesso si può dire che la cerimonia d'apertura é stata perfetta, completa, una fiaccolata sullo sport, sullo spettacolo e, insieme, sulle loro ombre. Avevamo maledettamente bisogno di sfuggire per qualche ora a Zeus, allo sperduto mito, a Omero, all'Elide e al profumo di santuario antico dell'Olimpiade greca. Il sospetto di doping richiama senza delicatezza alla modernità, la sbatte come un colpo di teatro in mezzo alla festa, la fa sfilare da bandiera apolide, la mostra per quello che è: la scienza farmacologia al servizio della ipertrofica voglia di vincere più che della salute del campione. Che i due chiacchierati dell'ultimissima ora siano greci, ateniesi, atleti simbolo, eccelsi velocisti olimpici, protagonisti di una notte romanzesca e sfuggente, aggiunge un tocco beffardo all'ufficialità di rito. I Giochi sono davvero aperti.