Un mare di tangenti L'inchiesta Enipower dilaga

MILANO. Un mare di tangenti. Negli ultimi tre giorni di interrogatori sul fronte Enipower sono state confessate bustarelle per decine di miliardi di lire. A parlare, ma è d'obbligo il condizionale, sarebbe stato Luigi Cozzi, uno dei due intermediari in carcere da venerdi scorso. Inoltre si è appreso che l'Eni ha mandato alla procura di Milano tutti i contratti di appalto e di fornitura di Enipower, dal 1998 ad oggi. I magistrati hanno interrogato Lorenzino Marzocchi, l'ex manager di Enipower.
Ma anche Cozzi e Mauro Cartei, l'altro intermediario arrestato sono stati interrogati.
Inoltre dai magistrati si sono presentati alcuni imprenditori. Si tratta di personaggi tirati in ballo dalle testimonianze di Marzocchi. Nei loro volti la tensione è palpabile. I giornali hanno pubblicato i loro nomi e citato imprese che sarebbero diventate fornitrici di Enipower solo dopo aver versato le bustarelle sui conti indicati da Luigi Cozzi e Mauro Cartei. D'altra parte quella era la strada, l'unica. «Tutto è cominciato - ha detto l'altra sera un imprenditore al pubblico ministero Francesco Greco, negli uffici della procura milanese - dopo che una gara era stata truccata a favore di una nostra concorrente. Arrivò da noi Cozzi e ci spiegò come dovevamo fare per vincere».
E come bisognava fare? Si pagavano gli intermediari che, via via, venivano indicati. «Il meccanismo era quello - ha detto lo stesso Marzocchi ai magistrati - e non si è mai lamentato nessuno». Nel senso che pagavano, avevano l'appalto e andavano avanti. Si lamentavano, però, le imprese concorrenti. E a quel punto, per evitare guai, bisognava dare un po' di lavoro a tutti.
Dunque l'inchiesta si allarga. Lo dice l'avvocato Marcello Elia, legale di Cozzi: «Approfondendo quale è stato effettivamente il ruolo svolto dall'ingegner Cozzi, credo che le indagini prenderanno inevitabilmente una piega diversa». Cozzi, che la notte scorsa in carcere avrebbe avuto un «sospetto infarto» (il suo legale ha chiesto gli arresti domiciliari per motivi di salute) ha fornito «ulteriori chiarimenti rispetto all'interrogatorio della settimana scorsa e ulteriori elementi utili alle indagini che non erano a conoscenza della magistratura». Come dire che ha parlato, che collabora. Cozzi è anche l'uomo che ha rapporti con le banche svizzere, che in Svizzera aveva società in grado di trasferire e nascondere il denaro.
E l'altro intermediario, Mauro Cartei? «E' in carcere da venerdi scorso ed ha già perso 12 chili - dice il suo avvocato - e adesso è pronto a farsi nuovamente interrogare dai pubblici ministeri, qualora lo ritenessero necessario».
Di sicuro nuovi episodi di corruzione sono venuti alla luce in questi interrogatori. Ieri sera i pubblici ministeri hanno finito di sentire anche Marzocchi (a più riprese le sue confessioni sono durate tre giorni) e il legale dell'ex manager Enipower ha detto: «La posizione di Marzocchi ha retto di fronte alle nuove contestazioni».
Non si sa, però, che cosa sia stato contestato di nuovo a Marzocchi. Anche gli ultimi verbali degli interrogatori sono stati secretati. (g.f.)