Dominio rosso anche a Ferragosto
Freschi e riposati, reduci da un paio di settimane di ferie, i nostri eroi tornano in pista per evadere la pratica ungherese, con un unico dubbio: quale scampolo d'interesse è rimasto attaccato al solido corpaccione della F.1, schiacciato oltre ogni attesa dalla supremazia Ferrari? A sentire McLaren e Williams, qualcosa da rosicchiare c'è rimasto. Chi non s'illude più è la Renault.
Il fuoco di fila dei successi in rosso quest'anno ha frantumato, assieme ai residui record, anche le aspettative di chiunque sperava in un rapido cambio di leadership. Tranquilli: il Circus resta una enclave di stretto dominio maranelliano. Michael Schumacher non vede all'orizzonte, almeno per ora, traccia di avversario in grado di scalzarlo dal vertice della F.1. Le tecnologie e le capacità strategiche della Ferrari sembrano in grado di mantenere il passo di vantaggio, che attualmente il team campione del mondo ostenta sull'intero lotto dei concorrenti, senza particolari problemi.
Ecco, se qualche piccolo dubbio poteva essere sorto, prima della pausa di mezza estate, riguardava la capacità dell'armata di Maranello nel tenere alta ugualmente la tensione, considerata la pochezza della concorrenza.
Schumi, cannibale senza confronti, a botte di successi e di performance, continua a dimostrare che, almeno dietro al volante, problemi non sussistono. Nel team, che si appresta a registrare il passaggio del testimone tra il progettista Rory Byrne e il quarantaquattrenne Aldo Costa, riportando un italiano al vertice progettuale della Ferrari quasi vent'anni dopo l'uscita di Mauro Forghieri, di pause causate da overdose di vittorie non vogliono nemmeno sentire parlare.
Insomma, l'ombra lunga della dittatura rossa sulla F.1 sembra destinata a durare a lungo. Quantomeno nella misura in cui Michael Schumacher deciderà di continuare a correre.
La pausa di riflessione di metà stagione ha acconsentito ad alcuni team di mettere a punto una serie di contromisure mirate a ridurre il distacco dalla rossa. La Williams, ad esempio, sembra convinta della necessità di abbandonare il muso a tricheco progettato da Antonia Terzi per un profilo anteriore più tradizionale. Quanto questo escamotage aerodinamico si tradurrà in rinnovata competitività, è tutto da verificare. Come sarà da testare a fondo, nel caldo micidiale di Budapest, quanto può reggere la nuova versione del V10 Mercedes montata sull'innovativa McLaren di Kimi Raikkonen.
Chi non ha denunciato particolari problemi, finora, è stata la Renault. Grazie soprattutto agli exploit di Jarno Trulli. Siamo tutti curiosi, ora, di vedere cosa succederà attorno a Flavio Briatore, con l'italiano ormai separato in casa, che sfoglia la margherita prima di decidere dove accasarsi nel 2005. Se i francesi pensano di mettersi di traverso davanti alla Ferrari, contando soltanto sulle doti funamboliche di Fernando Alonso, hanno capito poco di come funziona l'attuale F.1.
La Renault si è posta come primo obbiettivo stagionale il secondo posto nel mondiale costruttori. Senza l'apporto determinante di Trulli non potrà mai farcela, anche perchè la McLaren è in netta crescita e la Bar, risolti i problemi contrattuali con Button, non tarderà a raccattare punti anche con Sato.
A pronostici bloccati, come il solito, attendiamo segnali dalla Toyota. L'unito team che ha cambiato vertice.