Rocco Buttiglione è stato nominato vice presidente dell'Unione europea
ROMA. Sarà Rocco Buttiglione a occuparsi dell'immigrazione clandestina, delle minacce del terrorismo e di giustizia in Europa. Il nuovo presidente dell'Unione europea, Josè Manuel Durao Barroso, nella conferenza stampa in cui ieri, a Bruxelles, ha assegnato gli incarichi della nuova Commissione a 25 membri, ha affidato al commissario italiano la competenza per la Giustizia-libertà-sicurezza.
Rocco Buttiglione, che avrà anche una delle 5 vicepresidenze della Ue, andrà cosi a sostituire Mario Monti nel «governo» della Ue in una poltrona meno importante, ma che avrà competenza su settori nevralgici e delicati. «La sicurezza sarà una delle grandi priorità per i nostri cittadini», ha ricordato lo stesso Barroso, e quello di Buttiglione «un ruolo cruciale». Le prime difficoltà europee Buttiglione rischia però di incontrarle a Roma, a causa delle divisioni nella Casa delle libertà. Nella maggioranza si propongono «ricette» diverse sull'immigrazione, come testimoniato in questi giorni dalla politica fra i ministri Pisanu e Castelli, e l'Italia è l'unico Paese nella Ue che non ha ancora ratificato l'accordo sul mandato d'arresto europeo (osteggiato apertamente dalla Lega) e in generale uno di quelli con il freno tirato nel cammino verso l'integrazione in materia di giustizia e sicurezza. La nomina di Buttiglione ha suscitato cosi commenti molto diversi nel mondo politico italiano. Nella maggioranza c'è chi parla di una nomina di prestigio e di un successo dell'Italia, nell'opposizione chi sostiene rappresenti un «declassamento» del nostro Paese.
Qualche perplessità l'ha manifestata subito anche la Lega. Roberto Calderoli ha infatti invitato Buttiglione a «dimenticare di essere dell'Udc», per mostrarsi «molto rigoroso» nel suo nuovo incarico. Un invito conseguente alla richiesta del Carroccio della linea dura nei confronti dell'immigrazione. Proprio ieri, del resto, lo stesso Calderoli ha suggerito la sua «soluzione» per fermare gli sbarchi in Sicilia: fornire alla Libia 4 motovedette armate.
Ma anche il terreno della Giustizia sembra ingombro di ostacoli. «Buttiglione alla Giustizia nella Commissione europea - sostiene Antonio Di Pietro - è come Castelli alla Giustizia in Italia: c'entrano come due cavoli a merenda». E Lapo Pistelli (Margherita) avverte che la nomina di Buttiglione sarà l'occasione per mettere alla prova il governo italiano. «Vediamo se con questa nomina l'Italia riuscirà a togliersi di dosso la maglia nera per il mancato recepimento del mandato d'arresto europeo, ostacolato dalla Lega». Il nuovo commissario si è però detto fiducioso e ha negato qualsiasi problema sul mandato d'arresto. «Tutti i Paesi lo hanno adottato e anche l'Italia si prepara a farlo. Non esiste un'opposizione. È in Senato e prima o poi verrà votato. Speriamo più prima che poi». A Calderoli ha invece risposto che non dimenticherà di essere dell'Udc anche se, ha aggiunto, dovrà dimettersi dall'incarico di presidente del partito «per essere al servizio di tutti i cittadini europei». Sull'immigrazione clandestina, Buttiglione ha assicurato che studierà il problema, ma che ogni politica europea a questo proposito dovrà essere «integrata» con lo sviluppo dell'Africa. Nel Mediterraneo, ha infatti avvertito, «si deciderà se si farà la guerra o la pace».