Gentile vuole imitare Pozzo
VOLOS. Ha contribuito a far vincere un Mondiale all'Italia dopo 44 anni, può essere l'uomo giusto per interrompere un digiuno ancora più lungo: non sarà facile, ma Claudio Gentile farà di tutto per riportare la nazionale azzurra sul podio olimpico che manca dal lontano 1936, quando Vittorio Pozzo, tra un Mondiale e l'altro, si tolse anche lo sfizio di far vincere l'unico oro italiano nel calcio.
La squadra di Gentile ci riprova affrontando il Ghana a Volos, la città natale di Giorgio De Chirico, nato in questo porto della Tessaglia perchè il padre ingegnere venne qui a costruire ferrovie. Ancor oggi esiste un'associazione italo-greca che conta più di 2000 tesserati e oggi, assicurano a Volos, tiferanno tutti per gli azzurri. Servirà per dare un po' di appoggio all'Italia che in realtà avrebbe e avrà bisogno soprattutto di bombole di ossigeno per evitare il fiato corto. Gentile sa bene che la sua squadra non potrà correre come i ghanesi, che hanno alle spalle un mese di ritiro e sei amichevoli di preparazione, ma affronta l'esordio olimpico con la stessa determinazione mostrata all'Europeo.
«Partiamo con degli handicap, loro hanno tante gare nelle gambe, noi nessuna, ma sapremo affrontare anche questo problema. Proverò nuove sensazioni - spiega - sappiamo che ci sono molte aspettative e speriamo di poter raggiungere un podio che sarebbe un risultato straordinario». E' la terza volta consecutiva che gli azzurri arrivano ai Giochi da campioni europei under 21 in carica. Servi a poco ad Atlanta, dove prima il Messico e poi proprio il Ghana ci eliminarono. Niente da fare anche a Sydney, con la Spagna vincitrice nei quarti per 1-0 sulla squadra di Tardelli. In Australia c'era anche Andrea Pirlo, che ha tanta voglia di giocarsi meglio questa seconda chance.
Si inizia quindi contro il Ghana di Appiah (diretta Raidue), per proseguire con Giappone («potrebbe essere la sorpresa del torneo», dice Gentile) e poi Paraguay, dopo il trasferimento ad Atene. Sugli spalti del nuovo stadio di Volos, ci saranno anche Petrucci e Carraro, ma Gentile si augura si poter far vedere la sua squadra anche a Marcello Lippi, impegnato il 18 con l'amichevole in Islanda, ma pronto a venire poi in Grecia se gli azzurri saranno ancora in corsa. «La squadra sta bene, ma la condizione la vedremo solo in campo», dice il ct azzurro intenzionato a proseguire sulla strada che si è rivelata vincente all'europeo tedesco. Confermato quindi il 4-5-1 visto in semifinale e finale, con l'aggiunta però del talento di Pirlo, «il punto di riferimento» di Gentile che deve ispirare tutti gli altri. In attacco, Alberto Gilardino (proprio ieri il Parma ha annunciato l'allungamento del contratto fino al 2007 per un milione di euro a stagione, mettendo fine alle ipotesi di un suo trasferimento alla Roma) giocherà da unica punta e l'unico dubbio riguarda il ballottaggio Palombo-Donadel, con il centrocampista della Sampdoria favorito. Lo spirito olimpico forse ancora non c'è, le misure di sicurezza sono attentissime e Gentile spiega che «ci sono stati disagi che non avevamo mai avuto prima». Pirlo, però, taglia corto: «Siamo qui per giocare, non per farci dei giri».