Pavia, una provincia da bocciare per la raccolta differenziata
PAVIA. Più che autosufficiente nello smaltimento dei rifiuti prodotti sul proprio territorio, la provincia di Pavia è ancora indietro nella raccolta differenziata: gli obiettivi del decreto Ronchi sono stati raggiunti soltanto da pochi comuni. Dei tre centri più grandi, solo Pavia è riuscita a raggiungere a fatica i limiti minimi previsti, mentre Voghera e soprattutto Vigevano sono lontanissimi. La fotografia è scattata dall'Osservatorio della Provincia, che prende in esame produzione, raccolta differenziata e sistema di trattamento dei rifiuti nell'anno 2002.
La raccolta differenziata - come spiega il rapporto - ha due finalità: «Avviare al recupero, anziché allo smaltimento, le frazioni di rifiuti che hanno un valore di mercato e quindi possono diventare 'materie prime secondarie", e assicurare uno smaltimento controllato per frazioni di rifiuti che, se non trattate adeguatamente, potrebbero causare problemi». Nel 2002 in provincia di Pavia la raccolta differenziata ha riguardato 60.851 tonnellate di rifiuti urbani, con un incremento di 6.989 rispetto all'anno precedente e una percentuale del 22.1% sul totale dei rifiuti prodotti, che è stato di 275.296 tonnellate.
Il 22.1% è una percentuale insufficiente, dal momento che il decreto Ronchi fissava l'obiettivo del 25% di raccolta differenziata per l'anno 2001 (quando la percentuale nel nostro territorio era anche più bassa: 19.9%). La provincia di Pavia era partita bene, superando di oltre tre punti il tetto minimo (15%) stabilito per il 1999. Ma poi negli anni seguenti la crescita si è quasi fermata: e vista questa tendenza il successivo traguardo fissato dalle legge, e cioè il 35% di raccolta differenziata entro il 2003, appare lontanissimo.
Ma esattamente cosa viene raccolto a parte? Che composizione hanno quelle oltre 60 mila tonnellate di scarti che non finiscono in discarica? Al primo posto c'è il verde (quasi 19.000 tonnellate, pari al 32% della differenziata), seguito dalla carta (15.305 tonnellate, il 25%), quindi da vetro e alluminio (12.443, il 20%), legno (6%), materiali ferrosi (6%), plastica (3%), beni durevoli (2%), organico (1%). Quote molto piccole riguardano invece accumulatori, batterie e pile, farmaci, oli e grassi, olio minerale esausto, pneumatici. Nella categoria altro (che pesa per il 3% con le sue 2.170 tonnellate) ci sono invece stracci e indumenti smessi, imballaggi misti, componenti elettronici, sacca multimateriale riciclabile, neon e lampade, contenitori, rifiuti sanitari e ospedalieri, rifiuti mercatali, cartucce esauste di toner e altri rifiuti urbani non pericolosi.
C'è da notare che non per tutti i materiali destinati alla differenziata esiste un sistema di raccolta sull'intero territorio provinciale: mentre per carta, farmaci, beni durevoli, plastica, verde e vetro la copertura sfiora il 100%, la raccolta a parte dell'organico, ad esempio, è presente in appena 17 comuni e il totale degli abitanti serviti è del 36%.