La Lega vuole il pugno duro Tremaglia rilancia il voto


ROMA.La Lega torna all'assalto sull'immigrazione e chiede ai propri alleati il pugno duro. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, torna a polemizzare con Pisanu e dice di «no» alla gestione dei permessi di soggiorno da parte dei Comuni. Roberto Calderoli torna a chiedere di cambiare le «regole di ingaggio» alla nostra marina per respingere «l'invasione islamica», e in modo ancora più sbrigativo il deputato Federico Bricolo chiede di respingere le navi cariche di immigrati «in tutti i modi, e sottolineo, in tutti i modi», perché «in Padania di clandestini non ne vogliamo più». Di parere del tutto opposto si dice però il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, che non solo sostiene che «l'accoglienza è un fatto di umanità e di civiltà che non si può neanche discutere», ma che torna a riproporre la legge per il voto amministrativo agli immigrati.
Nella maggioranza ci sono però pareri molto diversi, la Lega propone di respingere «in ogni modo» gli immigrati...
«Il mio primo atto da ministro è stato quello di andare l'8 agosto a Marcinelle (la miniera belga dove nel 1956 persero la vita 136 italiani, ndr) e di istituire in quella data la giornata del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo. L'ho fatto perché gli italiani non dimentichino le sofferenze che i nostri emigrati hanno patito in tutti i paesi del mondo. Significa che quando dei disperati arrivano sulle nostre coste li dobbiamo accogliere e basta. Il Mediterraneo non può diventare il mare dei morti».
Accogliere, e poi?
«Accogliere e regolarizzare. Guardi che lo ha fatto questo governo. C'era chi voleva regolarizzarne non più di 30 mila, oggi siamo arrivati a 700 mila. Ed è giusta e realistica anche la proposta di Fini di concedere il voto amministrativo. Perché quando uno è in regola con la legge deve avere anche dei diritti».
Ora si è però riaperta la polemica sulle proposte del ministro dell'Interno.
«Pisanu ha giustamente chiamato in causa l'Europa, ma non è sufficiente. Lo squilibrio fra la sponda sud del Mediterraneo e quella europea, fra la gente che ha fame e la crisi demografica, è tale che in queste condizioni l'invasione è inevitabile. Bisogna fare di più. C'è una risoluzione europea del 1995 per un piano di investimenti trentennale nell'Africa del Nord che dia lavoro a 20 milioni di persone. E' una risoluzione approvata dal Parlamento e che dovrebbe dar vita ad una conferenza internazionale che io propongo di tenere a Malta. Anche un anno fa, il 7 luglio 2003, ho scritto a Berlusconi per chiedergli di mantenere fede all'impegno riportato nella prima pagina della Bossi-Fini».
Come mai Bossi fu d'accordo a inserire questo riferimento?
«Perché, in Consiglio dei ministri disse: 'In questo modo stanno a casa loro"».

Andrea Palombi