Il poeta dialettale che ama la cucina

SANNAZZARO.«La poesia vernacolare e la gastronomia sono le mie passioni. Insieme hanno ora costituito la mia ultima raccolta di poesie in cui descrivo in dialetto le bontà della nostra terra». E' cosi nata l'ultima raccolta di poesie di Fernando Veniale (la sua firma d'arte è 'Keyr"), lomellino purosangue, classe di ferro 1928 ('In quell'anno siamo nati io, Boniperti e la Lollobrigida: che trio!"). E' stato per anni docente di geologia all'Università di Pavia ed è tuttora uno dei maggiori esperti internazionali di studi sulle argille... ma quella sobria ironia che ha contraddistinto l'intera sua 'carriera" di goliardo non ha mai perso di smalto. Ed è stata la molla che ha permesso al professor Veniale di scrivere centinaia di poesie dialettali, tutte dedicate ai ricordi del tempo andato e della 'pavesità" mai rinnegata.
«Sono un goliardo di natura - spiega Fernando Veniale - e con l'indimanticato Dante Zanetti sono stato per decenni animatore della goliardia all'Ateneo pavese, cultore del dialetto e della buona tavola nostrana. Con l'amico Pippo Trentani ho costruito da poco un piccolo compendio in cui ad ogni peculiarità gastronomica locale viene dedicata una poesia. La nuova raccolta sarà pubblicata il prossimo autunno». E sarà il terzo libro di poesie del geologo-poeta lomellino. 'Keyr" Veniale scrive di pane, di riso e risotti ('Sono cresciuto tra le risaie di Sannazzaro, Casoni Borroni e Balossa Bigli e le rane le ho sempre mangiate per necessità, ora per puro sfizio"), del maiale, del vino, della zuppa alla pavese. (p.c.)