Per i prezzi un autunno caldissimo
MILANO.Se il petrolio continua a correre prepariamoci a rincari fin dal prossimo settembre. I dati di questi giorni dicono che gli italiani «tagliano» le vacanze perchè hanno trovato più cari i viaggi, gli alberghi e gli ombrelloni. E in autunno andrà ancora peggio. Le varie associazioni di categoria, visti i prezzi del greggio, continuano a fare conti e previsioni.
La benzina.Costa attorno a 1,171 euro al litro ma se il governo non interverrà sulle accise (le imposte di fabbricazione) i prezzi saliranno ancora. Adesso il prezzo industriale di un litro di benzina senza piombo è di 0,403 euro, il resto lo fanno le accise e l'Iva. Spiegano alla Cgia di Mestre che gli automobilisti sono la categoria più tartassata. Dicono che, dal 1985 ad oggi, il prezzo della verde è aumentato del 43,8%, i pedaggi autostradali sono cresciuti del 77% e il bollo auto è rincarato dell'85%.
I trasporti.I maggiori costi della benzina vengono trasferiti immediatamente sul costo della merce trasportata. L'associazione degli autotrasportatori dice che gli ultimi rincari del gasolio sono costati 1,16 miliardi di euro in più ai proprietari dei Tir.
I taxi.Allarme per i taxisti. Dicono che saranno costretti a ritoccare le tariffe. Adesso si pagano 75 centesimi per chilometro ma i sindacati di categoria spiegano che si dovrà arrivare a 1 euro per Km. «In realtà - aggiungono - per andare in linea dovremmo chiedere 1,25 euro».
Aerei.Il costo del kerosene incide tra il 10 e il 12% sul totale dei costi per una compagnia aerea. I calcoli fatti dalla Iata dicono che il comparto aereo paga 1 miliardo di euro in più per ogni dollaro di prezzo al barile oltre i 33 dollari.
Luce e gas.L'energia elettrica (in Italia viene in gran parte prodotta con il petrolio) a ottobre aumenterà del 2,5%. Legato al prezzo del greggio è anche il prezzo del gas naturale che aumenterà fra il e 2 e 3% da ottobre dopo l'aumento del 2,4% del 2003. E' previsto in crescita anche il gasolio da riscaldamento.
Inflazione e mutui.Dice l'Ocse che il petrolio a 36 dollari (ben al di sotto dei prezzi di ieri) provoca un aumento dell'inflazione dello 0,5% e un calo del prodotto intrno lordo dello 0,4%. Questo avrebbe ripercussioni sui tassi di interesse che, aumentando, farebbero rincarare i mutui.
I supermercati.Riuscirà la grande distribuzione a bloccare i prezzi come richiesto dal governo? Le trattative sono in corso. Il governo, in cambio, offre la possibilità di fare i saldi tutto l'anno ma gli ipermercati rispondono: i nostri prezzi sono già al limite, bisognerebbe bloccare tutta la filiera (produzione, trasporti, ecc...). ( g.f)