«Avanti cosi sul nuovo ospedale»

STRADELLA. Nessuna obiezione, nè critica, da parte del Comune di Stradella al progetto del nuovo polo sanitario unico, ma piuttosto la volontà di contribuire al miglioramento dello stesso. Cosi il vicesindaco Antonia Meraldi prende posizione sulla questione, dopo le perplessità espresse da Luigi Vecchietti, responsabile Oltrepo della Lega, e riprese dal segretario bronese dello Sdi, Ivo Comaschi. «Attenti a scherzare col fuoco - avverte Meraldi - se si stravolge il progetto preliminare si rischia di perdere i finanziamenti». E di allungare, quindi, all'infinito i tempi di realizzazione. «Il progetto - aggiunge - è stato approvato all'unanimità dagli Enti intervenuti alla conferenza dei servizi svoltasi presso il Provveditorato alle opere pubbliche di Milano».
Un via libera 'con le condizioni, prescrizioni e rilievi di carattere propositivo in ordine al miglioramento dei livelli di dettaglio", che saranno sviluppati nella successiva fase di progettazione prevista dalla legge. «E' pertanto fin troppo chiaro - sottolinea il vicesindaco - che le osservazioni presentate anche dal Comune di Stradella, ben lungi dall'essere 'riserve" di merito, sono, al contrario, elementi posti con l'unico scopo di migliorare la successiva fase di progettazione in ordine, appunto, 'al miglioramento dei livelli di dettaglio'. Tra le funzioni della conferenza vi è anche quella di individuare eventuali elementi di criticità che non pregiudicano in alcun modo le scelte fatte e, in questo caso, la collocazione da tempo individuata, ma sono funzionali ad ottenere il miglior livello di progettazione possibile in fase definitiva-esecutiva».
Come si è arrivati ad individuare l'area?
«La questione è stata oggetto di un protocollo di intesa sottoscritto dalle amministrazioni di Broni, Stradella e dall'Azienda ospedaliera, condivisa dalla Regione. L'amministrazione stradellina si era impegnata, proprio in seguito a quella individuazione, a modificare la destinazione urbanistica dell'area con un'apposita variante al Prg puntualmente approvata dalla Regione. La sinergia di tutti gli enti (Regione, enti locali, Azienda ospedaliera) ha determinato le condizioni per raggiungere questo fondamentale e storico obiettivo a beneficio di tutto l'Oltrepo orientale. Le procedure di esproprio delle aree interessate sono in atto e l'iter del provvedimento prosegue celermente con l'obiettivo di consentire, come previsto, l'apertura del cantiere a inizio 2005».
Non mancano, però, le critiche al progetto.
«Prendere spunto dalle legittime e utili osservazioni avanzate in sede di conferenza di servizio per provare a rimettere in discussione localizzazione dell'edificio e scelte da tempo elaborate e unanimemente condivise mi pare, ormai, del tutto fuori luogo e fuori tempo - replica Meraldi - E' appena il caso, infine, di evidenziare che la direzione generale dell'Azienda ospedaliera ha più volte fatto presente che l'eventuale variazione della localizzazione del nuovo ospedale comporterebbe la perdita di almeno un biennio per le necessarie approvazioni regionali del nuovo strumento urbanistico; che la mancata osservanza del deposito in Regione entro il 30 ottobre 2004, del progetto preliminare, in vista dell'appalto-concorso, comporterebbe la 'perdita" del contributo straordinario statale che verrebbe destinato ad altri investimenti e non più all'Azienda ospedaliera pavese».
Silvia Grossi