Pavia Nord Est: Lazzari la spunta ancora
PAVIA. Maurizio Lazzari, presidente della circoscrizione Pavia Nord Est, ormai ci ha fatto il callo: per la terza volta il centrosinistra ha presentato una mozione di sfiducia e, per la terza volta, non è passata. Lunedi sera, va detto, il rischio è stato davvero minimo: nel febbraio del 2002, infatti, Lazzari fu «salvato» da una scheda nulla, sette voti contro, sette a favore.
Operazione quasi ostruzionistica, quella della Lista Pavia per Albergati, dei Ds e di Rifondazione: perché una mozione di sfiducia passi ci vuole, oltre al candidato presidente alternativo (nel caso, Aldo Dolcini), anche la maggioranza qualificata, ossia otto voti su quindici. Ma se è vero che tre consiglieri di Forza Italia erano in ferie, è anche vero che lo erano anche due del centrosinistra e cosi, dopo una lunga discussione, il risultato è stato quello atteso: sei a cinque per la mozione di sfiducia (nessun franco tiratore) e tutti a casa come prima. La mozione di cui sopra motivava la richiesta di dimissioni di Maurizio Lazzari (che, va sottolineato, non è esattamente un maestro di diplomazia) con il fatto che alcuni membri della maggioranza avevano abbandonato la seduta precedente (dieci giorni fa, quando venne presentata la precedente sfiducia) e l'atteggiamento «antidemocratico» del presidente nel condurre i lavori del consiglio. «Per quello che mi riguarda, visto il risultato, non posso che pensare che sia un atteggiamento ostruzionistico - commenta il presidente Lazzari - e non una questione politica. Insomma, penso che lo lo facciano semplicemente per perdere del tempo. Tant'è che all'inizio della seduta non erano neppure convinti... e non si erano informati che lo statuto prevede la maggioranza qualificata per una mozione di sfiducia. Quello che mi lascia perplesso è che Pavia Nord Est necessita di stretta collaborazione tra tutti i consiglieri, al di là del colore politico, e questo per il bene dei cittadini: poi, dopo, il cittadino deciderà per chi votare. Di cose da fare ce ne sono: a settembre, ad esempio, dobbiamo decidere per la festa della circoscrizione a San Giovannino». Insomma, il rischio è che i prossimi mesi di gestione dei quartieri diventino dei campi di battaglia di sapore pre-elettorale. «Per quanto mi riguarda no - smentisce Luigi Greco, presidente di Pavia Ovest -, noi andiamo avanti come siamo andati avanti in questi quattro anni, con i progetti che abbiamo già acquisito. Anzi, perché non si possa pensare che le nostre iniziative siano elettorali, abbiamo deciso di non fare la manifestazione Aria di Primavera visto che si accavalla con la tornata elettorale amministrativa del 2005».
Buone intenzioni, ma dalle parole ai fatti c'è differenza. E già da settembre, da una parte e dall'altra, si inizierà a preparare la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e dei consigli circoscrizionali. E non mancheranno, evidentemente, i colpi bassi. (f. ma.)