Ricali, emozione mondiale
PARONA. C'è chi ripensa al primo amore e chi continua a rivivere il primo mondiale. Al secondo gruppo di romantici appartiene Cecilia Ricali che con il corpo è in vacanza ma con la mente è ancora sulla pista di Grosseto dove la promettente juniores della Darra Torveca Vigevano è giunta nona ai mondiali di eptathlon. Dalla kermesse toscana sono passate già due settimane, ma il ricordo non l'ha abbandona nemmeno ora che è in vacanza al mare.
«Ho sognato e aspettato per tutto l'anno quei giorni - racconta Ricali - e ora che sono passati continuo a riviverli mentalmente come uno splendido ricordo». E' stata l'esperienza più emozionante del suo già ricco curriculum, che raccoglie già due titoli consecutivi indoor di prove multiple (2003 e 2004) e due titoli outdoor (2003 e 2004) oltre alla partecipazione alle Gymnasiadi a Caen sui 400 hs nel 2002. «I mondiali mi hanno fatto entrare in contatto con un'atletica diversa da quella degli Italiani, a partire dai controlli e dalle procedure a cui si è sottoposti prima di entrare in campo - spiega la paronese - . Il primo forte impatto l'ho avuto con la sfilata della cerimonia d'apertura. Quando, entrando in campo, ho visto tutta quella gente sulle tribune l'emozione è stata fortissima perché è raro trovare uno stadio cosi affollato per l'atletica». Con un'atmosfera cosi la tensione era inevitabile. «E' vero - continua Ricali - però conoscere alcune delle mie avversarie ha fatto si che una volta in pista la tensione si allentasse un po'. Dopo la prima gara, che è stata sicuramente la più emozionante, ero più distesa. La gara più combattuta sono stati gli 800: ho corso nella prima batteria e quando mi sono accorta che il mio tempo era il migliore ho provato una grande emozione. Quando ho saputo che nella classifica finale ero nona, ci sono rimasta male. Solo dopo ho realizzato che potevo essere soddisfatta poiché si trattava di un Mondiale». Alla kermesse di Grosseto, a cui hanno partecipato oltre 1400 atleti di circa 170 Paesi, l'atleta ducale ha raggiunto l'obiettivo che, insieme al suo tecnico Francesco Gioia, si era preposta a inizio stagione. «E' stato bello correre in casa - racconta - si è creata una complicità anche con lo staff dell'organizzazione: tutti mi salutavano nonostante io non li conoscessi. Sulle tribune le mie compagne avevano preparato striscioni e cori. Il tifo mi ha aiutato molto a superare l'emozione e a sentirmi più sicura. Alle mie avversarie ho dato appuntamento agli Europei Under 23 del 2005».
Irene Miracca