«Devo arrivare a Pernate entro un'ora»
VIGEVANO. Voleva arrivare a Pernate (frazione di Novara) entro un'ora. Con il treno non ce l'avrebbe fatta e si è rivolto ad uno dei taxisti fermi sul piazzale della stazione. Mentre si informava sul prezzo è finita la fuga di Maurizio Giudice, 44 anni. Quattro carabinieri in borghese si sono avvicinati e lo hanno arrestato per l'omicidio di Salvatore Guspini, 61 anni, ucciso mercoledi mattina con tre colpi di pistola in un cantiere di Abbiategrasso. Il taxista vigevanese è stato testimone degli ultimi momenti della breve latitanza di Giudice: «E' successo tutto in pochi secondi, non ho avuto il tempo di rendermi conto dell'accaduto e tanto meno di impressionarmi».
Giudice è stato catturato giovedi dai carabinieri di Abbiategrasso. Poco prima delle 10 si era avvicinato all'auto del taxista vigevanese 66enne, da 14 anni in servizio. «Leggevo il giornale in auto - racconta - e si è avvicinato un uomo alto, abbronzato, con una camicia azzurra. Mi sembrava tranquillo. Era solo e non aveva bagagli nè borse». Il cliente ha chiesto informazioni. «Mi ha chiesto se potevo portarlo a Pernate - continua l'autista -. Ha detto che non voleva andare in treno perchè avrebbe impiegato troppo tempo, mentre lui doveva essere a destinazione entro un'ora». A Pernate abiterebbero alcuni amici di Giudice, che è originario di Scicli (Ragusa), ma vive a Novara, dove per circa un anno ha lavorato con la vittima, Salvatore Guspini, titolare di una ditta che effettua interventi nei cantieri. Giudice, che ha confessato il delitto, avrebbe sparato all'ex-socio per un credito di mille euro. «Gli ho spiegato che la spesa sarebbe stata, grosso modo, di 40/50 euro - aggiunge il taxista -. Lui ha risposto che andava bene e in quel momento ho notato 4 persone che si avvicinavano. Erano in borghese e si sono disposti a semicerchio. Ad un certo punto, quello che si era fermato sulla destra del 'cliente" ha estratto una pistola e ha invitato l'uomo ad andare con loro. Un altro ha consigliato di mettergli le manette e lo sconosciuto li ha seguiti senza dire nulla». Giudice è stato fatto salire in auto e portato via.
«Naturalmente non ho chiesto nulla - prosegue il taxista - e solo dopo aver letto e sentito le notizie, parlando con amici e colleghi, abbiamo intuito che poteva esserci un collegamento con quanto successo ad Abbiategrasso». Il taxista qualche anno fa è stato testimone di un'altra vicenda analoga. Aveva caricato due nomadi e, durante il viaggio, era stato affiancato da un'auto delle forze dell'ordine che aveva fatto fermare il taxi per prelevare i due passeggeri. «Anche quella volta - conclude il taxista - non sono stato pagato». Giudice è in carcere a Vigevano. Le indagini continuano anche per capire se abbia usufruito di appoggi a Vigevano durante la fuga. Al momento, però, non sarebbero stati presi provvedimenti contro altre persone.