Morendo ha potuto salvare cinque vite

PAVIA. Ha salvato cinque vite. La tragica fine di Claudio Corsini, il muratore che aveva 38 anni travolto allo Scarpone, non è stata inutile. I suoi organi hanno infatti permesso a cinque persone di continuare a vivere. Gli espianti sono stati eseguiti durante la notte nelle sale operatorie del blocco di chirurgia del San Matteo. Il cuore è stato trapiantato a Pavia, nella divisione diretta dal professor Viganò. Un rene è stato trapiantato sempre a Pavia mentre l'altro è stato inviato all'ospedale di Brescia.
Il fegato è stato 'dirottato" al centro trapianti di Verona mentre il Pancreas è stato inviato all'ospedale San Raffaele di Milano.
I chirurghi hanno espiantato anche le cornee che sono state prese in consegna nella banca cornee del reparto di clinica oculistica dell'ospedale San Matteo. I familiari di Claudio Corsini, soprattutto la moglie Loredana, avevano concesso il parere favorevole per l'espianto degli organi. Un gesto di generosità verso persone che hanno sofferto. «Lui avrebbe voluto cosi», hanno precisato i parenti al telefono.
Intanto gli agenti della polizia stradale hanno proseguito gli accertamenti per chiarire la dinamica precisa del tragico investimento. E' stata confermata, anche se ancora a grandi linee, la prima ricostruzione. Claudio Corsini stava camminando sulla Bronese a cirsa 500 metri del bivio Vela. E' un punto dove non c'è illuminazione e, di notte, la visibilità è molto scarsa.
Il muratore era diretto verso Pavia quando, da dietro, è arrivata una Fiat Uno guidata da Rossella Tegani di 33 anni. La donna non ha visto l'ostacolo ed ha centrato in pieno Claudio Corsini che è stato scaraventato sull'asfalto. Gli agenti della polizia stradale dovranno verificare il punto preciso dove è avvenuto l'impatto fatale e, soprattutto, la velocità dell'automobile. L'inchiesta è in corso.
Gli investigatori della polstrada dovranno anche esaminare con attenzione i danni riportati dall'automobile oppure visionare le fotografie. Si tratta di un lavoro molto delicato al termine del quale dovranno essere stabilite eventuali responsabilità.
Al Bivio Vela era arrivato il personale del 118. Il medico si era reso subito conto che le condizioni del ferito erano molto gravi. Claudio Corsini era stato intubato sul posto e caricato sull'ambulanza con tutte le cautele del caso. Era stato trasportato al Pronto soccorso dove, dopo gli esami, era stato trasferito nel Reparto di Rianimazione seconda.
Le sue condizioni erano progressivamente peggiorate durante la notte e, nel primo pomeriggio di giovedi, era stato dichiarato clinicamente morto. (a. a.).