Tangenti per le missioni estere? Indagine della procura militare

ROMA.Il procuratore militare di Roma Antonino Intelisano ha disposto l'apertura di un fascicolo preliminare a seguito del servizio pubblicato dal quotidiano Il Manifesto dal titolo «Tangenti per andare a Nassiriya». Nell'articolo, infatti, vengono riportate alcune dichiarazioni di carabinieri e soldati che vogliono rimanere anonimi che avrebbero denunciato l'esistenza di un sistema di 'raccomandazioni" con vere e proprie 'tangenti", richieste da sottufficiali e ufficiali pagate dai militari per poter partire per le missioni all'estero. Una richiesta che avrebbe riguardato anche l'Iraq prima della strage di Nassiriya.
Per il momento l'indagine è solo un 'atti relativi a...", ossia un'inchiesta preliminare senza indagati o ipotesi di reato e questo, si spiega negli ambienti della procura, perché non è la prima volta che l'ufficio giudiziario si occupa di denunce anonime in cui si faceva riferimento al pagamento di tangenti per essere inseriti nel giro delle missioni all'estero che prevedono buste paga più pesanti di quelle ordinarie. Tutte le indagini precedenti, però, non avrebbero portato all'accertamento dei fatti e sono state per questo motivo archiviate.
Secondo Il Manifesto, nel caso del servizio pubblicato ieri, la tangente richiesta sarebbe stata una mensilità piena del militare ingaggiato per la missione all'estero. Sull'argomento, il leghista Edouard Ballaman ha rivolto una interrogazione parlamentare al ministro della Difesa, Antonio Martino, ricordando che alla fine dello scorso anno un alto ufficiale dell'esercito venne arrestato per truffa e peculato per aver preteso denaro, secondo l'accusa, dai militari che chiedevano di partecipare a missioni all'estero. L'esercito, in merito, ha fatto sapere che si è trattato di un caso isolato.