Non bastano duemila euro al mese

ROMA. Le famiglie spendono di più ma riescono a comprare di meno: l'anno scorso hanno visto crescere il loro budget mensile destinato agli acquisti di 119 euro al mese rispetto all'anno prima - vale a dire oltre 1.400 euro nell'intero anno, pari a una tredicesima bruciata - per mettere meno cose nelle sporte da portare a casa. Complice il carovita, ammette l'Istat nel suo rapporto annuale sui consumi, il carrello della spesa si riempie sempre meno con scarpe e vestiti che rimangono negli scaffali, lasciando posto ai prodotti si sussistenza: alimentari e beni fondamentali, come le spese per la casa, in prima linea.
Le famiglie italiane - si legge nel rapporto - hanno speso per vivere 2.313 euro al mese nel 2003, il 5,4% in più rispetto all'anno precedente. Un aumento, questo, che non è però equivalso ad una crescita della stessa entità dei consumi, sempre più concentrati sui beni fondamentali, come cibo, bevande e casa. A dover mettere mano al portafoglio in modo più pesante, spendendo di più per comprare di meno, sono state le famiglie del Nord Italia - sottolinea l'Istat - che hanno visto crescere le proprie spese mensili del 5,9%, a fronte del +4,8% del Mezzogiorno.
L'imputato principale sul banco della spesa familiare è la casa, alla quale è destinato il 24,9% delle uscite mensili. Il 19,5% se ne va, invece, per imbandire la tavola: si tratta di una percentuale in crescita ormai da diversi anni - precisano i tecnici dell'Istituto di Statistica nazionale - e dimostra come gli italiani, stretta la cinghia su trasporti, abbigliamento e calzature, non trascurano i beni fondamentali alla sopravvivenza.
Alimentari in testa.Nel 2003 una famiglia ha speso in media ogni mese 451 euro nell'acquisto di cibi e bevande, ben 26 euro in più rispetto allo scorso anno. La voce alimentari ha assorbito il 19,5% del budget mensile, cioè lo 0,1% in più rispetto al 2002. Si tratta di una percentuale in crescita ormai da diversi anni, a conferma delle nuove abitudini degli italiani. La spesa per i generi non alimentari, invece, si è attestata a circa 1.862 euro al mese (1.770 nel 2002).
Meno auto.Il 14% del bilancio mensile delle famiglie è stato speso, nel 2003, per i trasporti (324 euro al mese), in calo quindi rispetto all'anno prima. All'interno di questo capitolo spicca un dato: le famiglie italiane spendono meno per l'acquisto di auto nuove ed usate, mentre aumentano le spese destinate alla manutenzione dei veicoli ed all'assicurazione. Diminuisce anche la quota di spesa familiare destinata a tempo libero e cultura (dal 4,9% del 2002 al 4,8%), a causa della flessione delle spese per computer, abbonamenti a manifestazioni sportive, concerti, teatri, totocalcio e lotterie.
La casa pesa.L'affitto, il condominio, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'abitazione assorbono nel 2003 complessivamente il 24,9% della spesa familiare mensile, per un importo di 575 euro, 32 euro in più rispetto al 2002.
Più medicinali.Pur rimanendo invariata al 3,8% della spesa mensile familiare, il capitolo sanità è un esempio di come siano cambiate le abitudini: gli 87 euro al mese spesi per i servizi sanitari in genere sono stati destinati soprattutto alle visite mediche, agli esami radiologici ed all'acquisto di medicinali.
Imprenditori e operai.Le famiglie di imprenditori e liberi professionisti hanno speso in media 3.526 euro al mese nel 2003, quelle degli operai solo 2.299. Alle famiglie con a capo studenti e casalinghe va ancora peggio: la spesa mensile si aggira sui 1.655 euro. Le famiglie costituite da un solo individuo spendono in media 1.459 euro al mese, mentre quelle con cinque componenti o più si attestano nella media a 1.889 euro.
Al Sud si spende meno.Nel Settentrione la spesa media mensile di una famiglia si aggira sui 2.538 euro (+5,9% rispetto al 2002). Nelle regioni del Centro, invece, mensilmente una famiglia spende circa 2.466 euro (+5% sul 2002), mentre nel Mezzogiorno la spesa mensile si è attestata lo scorso anno a 1.892 euro (4,8% in più rispetto al 2002).