La giunta rinnovata ritrova i Pii
PAVIA. L'approdo in giunta di Walter Minella, ex del Nuovo Ulivo, non sembra sufficiente a garantire domani sera alla maggioranza una tranquilla seduta di Consiglio comunale, che tra i tanti punti all'ordine del giorno vede anche i famosi Pii (Piani integrati di intervento).
Non sono per nulla tenere, infatti, le parole di Bruno Solerte (Nuovo Ulivo), che ha già rotto i rapporti con l'ex collega di gruppo Minella dopo la decisione di quest'ultimo di accettare l'incarico di assessore ai Servizi sociali.
«Sarà come sempre un Consiglio al buio, con tanti punti all'ordine del giorno - dice Solerte - non abbiamo avuto incontri con esponenti della maggioranza e io non sento il sindaco nè Minella da quindici giorni. L'unico contatto è con il capogruppo dello Sdi, Marco Meloni, persona perbene. I Pii? Non abbiamo capito per quale motivo la giunta non li abbia più portati avanti per msi. E comunque riguardano i privati, mentre sono ben altre le questioni importanti». Più ottimista l'assessore Cesare Bozzano, che precisa come i Pii in votazione saranno quelli di via Ferrini e via Olevano. Per via Grassi invece non c'è bisogno di Pii: è conforme al prg e quindi verrà ritirato. In aula potrebbero arrivare anche le variazioni alle norme tecniche attuative del prg. Il Consiglio vedrà l'esordio da assessore oltre che di Minella anche di Giovanni Magni (Mobilità), mentre Vittorio Vaccari (Libera Pavia) presenterà un cospicuo numero di instant question a inizio seduta.
«L'Ulivo pavese, con la consegna degli onori assessorili a un consigliere che pareva alquanto indisciplinato - ironizza Maurizio Niutta, capogruppo di Forza Italia - ha ritenuto di risolvere il problema numerico che da sempre lo affligge non affrontando quello politico. Ma senza alcuna strategia gli ultimi sei mesi saranno caratterizzati da un mero elenco di problemi che ciascun consigliere vorrà porre a titolo personale, anche perché tutti si sentono il 21º uomo e quindi essenziali. Questo è ormai il livello, che però non può essere distorto a piacimento. Un esempio per tutti: per legittimare la riesumazione dei finti Pii, il presidente del Consiglio finge che la richiesta provenga dai capigruppo. Si parlerà di varianti a un prg disastroso e inattuabile, di costituire società, rami d'azienda, contratti di servizio e chi più ne ha più ne metta. Esclusi solo gli argomenti che dovevano per legge essere posti in discussione: funzionamento del consiglio e analisi delle società controllate e partecipate da Asm».