Tregua armata tra governo ed enti locali
ROMA. Governo ed enti locali (Regioni, Province, Comuni) hanno 'ripreso il dialogo" sulla manovra che taglia le spese e aumenta le tasse, ma il segretario della Cgil, Epifani, non esclude una 'risposta ferma" al provvedimento dell'esecutivo. Ieri a Roma il governo ha convocato gli enti locali per presentare le linee guida del Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) 2005-2008, in pratica una manovra da 24 miliardi di euro, e le parti si sono lasciate con una benaugurante stretta di mano.
Il rapporto fra l'esecutivo centrale e gli enti locali si era incrinato, infatti, dopo il recente decreto 'tagliaspese" con il quale erano stati tagliati alcuni trasferimenti di denaro dal centro verso Regioni, Province e Comuni. Ora sembra che sia tornato un po' di sereno se è vero che il presidente dell'Anci (l'associazione nazionale dei comuni), Leonardo Domenici (e sindaco di Firenze) ha definito l'incontro 'positivo". «Tuttavia - ha sostenuto - rimangono le nostre riserve. Permane il nostro stato di mobilitazione rispetto al decreto tagliaspese approvato in Parlamento. Quello ha rappresentato una rottura». All'incontro c'erano, per il governo, i ministri Siniscalco, La Loggia, Sirchia e Stanca (oltre al sottosegretario Letta). Per le autonomie locali (oltre a Domenici), anche Enzo Ghigo, Vasco Errani e Vito D'Ambrosio, presidenti rispettivamente di Piemonte, Emilia-Romagna e Marche; il presidente dell'Upi (Unione province italiane) Lorenzo Ria e il sindaco di Roma, Veltroni. Per mercoledi è previsto un altro incontro con Berlusconi e Fini. «Abbiamo esposto un Dpef che punta alla crescita dell'economia e alla riduzione delle tasse - dice il ministro La Loggia - e abbiamo chiesto ai rappresentanti delle autonomie locali di farci arrivare le loro proposte». Poi è Domenici a spiegare il problema dei trasferimenti di denaro dallo Stato agli enti locali. «Abbiamo chiesto - dice - che non vi siano altri tagli, come è successo l'anno scorso, e che nel prossimo patto di stabilità interno (un vincolo fra spese e entrate) non vengano inseriti gli investimenti, altrimenti nessun Comune sarà in grado di rispettarlo». A margine della riunione non è mancato un battibecco fra il sottosegretario Vegas e lo stesso Domenici. Il sottosegretario, di fronte alle lamentele per i tagli, avrebbe fatto notare che i Comuni farebbero bene a tagliare le auto blu e, rivolto a Domenici, gli avrebbe chiesto di mostrare i bilanci. Il sindaco di Firenze avrebbe reagito contestando a Vegas «un atteggiamento qualunquistico, retaggio di un vecchio sistema».
Dagli Usa, dove si trova per la Convention dei Democratici, si fa sentire il segretario della Cgil. Dice che «è inaccettabile che la manovra incida pesantemente ancora una volta sui lavoratori dipendenti e i pensionati, cioè le categorie più colpite dal governo Berlusconi. Il sindacato - aggiunge Epifani - ha il dovere di presentare le sue proposte su come affrontare la manovra. Ci vogliono misure che non rallentino lo sviluppo in un momento di affanno. Non ci devono essere tagli negli investimenti e nelle politiche sociali».