Prodi: girerò l'Italia per rilanciare l'Ulivo


ROMA. Da Strasburgo Prodi galvanizza l'Ulivo e il centrosinistra dichiarando che vuole «tornare per vincere», ma solo da novembre, alla scadenza naturale del suo mandato, con un «lungo viaggio attraverso l'Italia», per rilanciare l'alleanza «e preparare il centrosinistra alla guida del Paese».
A Giampaolo Pansa, che sull'Espresso lo aveva stuzzicato sulle «strizzate d'occhi neo-centriste», Prodi risponde definendo queste avance «idealistiche e irrealizzabili». Avanti invece con la lista unitaria, «per far decollare la federazione dell'Ulivo». Il presidente della commissione europea delude quei centristi che possono pensare a un ribaltone politico. Nega che possa avere successo ed è comunque convinto che «porterebbe solo all'instabilità e al disastro». Niente ritorno al passato. Il governo non ha superato la sua crisi, ma, osserva Prodi, il bipolarismo e l'alternanza hanno retto.
La lettera, molto apprezzata dal segretario Ds Piero Fassino, assume il valore di un documento strategico, come si capisce dalla insistenza di Prodi sul bipolarismo, che «non è fatto per dividere un paese, ma per responsabilizzarlo. Nulla ha a che vedere con il consociativismo, ma solo con una democrazia matura». Che va preparata «in un grande dialogo con il paese, ma pronti ad affrontare e vincere le elezioni, in qualsiasi momento il definitivo precipitare della crisi del governo le rendesse necessarie».
Prodi vuole preparare tutto il centrosinistra a una possibile accelerazione della crisi e quindi anche a una scadenza elettorale anticipata. Il suo «viaggio» deve servire non solo a «stare insieme», ma a costruire un programma di governo nato da un «dialogo sistematico con il paese». Per ora, si limita a due esempi, che si oppongono ai metodi adottati dal centrodestra: una Rai indipendente e obbligata a misurarsi con il mercato; una presidenza delle Camere offerta all'opposizione, cioè l'opposto di una Rai padronale e di istituzioni dominate dalla maggioranza.
Un Prodi «rilassato» ha dichiarato di essersi anche divertito all'Europarlamento, al pensiero di essere un presidente uscente, che si prepara alle vacanze, ma anche a un bilancio di lavoro che ha «cambiato completamente» la strategia della Commissione e delle istituzioni europee. La sua lettera - ha commentato Rosi Bindi - è un «messaggio di fiducia nel centrosinistra e nell'Italia». Piero Fassino ha proposto le primarie con lo scopo di rendere più forte la leadership di Prodi, estranea alla «cultura plebiscitaria» di «un uomo solo al comando». Il verde Pecoraro Scanio pensa invece che le primarie lo indebolirebbero.
Verdi e Pdci chiedono un programma condiviso da tutto il centrosinistra. A Strasburgo si fanno intanto i primi passi per un «intergruppo» tra gli eletti dell'Ulivo.

Renato Venditti