Profeta stroncato mentre fa l'esame

VOGHERA.Poche parole smozzicate, «Mi sento male». Poi si è portato le mani al petto ed è stramazzato al suolo, mentre era già preda degli spasimi della morte. Michele Profeta, 56 anni, il serial killer padovano condannato all'ergastolo per gli omicidi del tassista Pierpaolo Lissandron e dell'agente immobiliare Walter Boscolo, e detenuto a Voghera, è spirato poco dopo le dieci di ieri mattina nella saletta avvocati del carcere di San Vittore, a Milano, dove stava sostenendo un esame universitario di filosofia. Un infarto (o un ictus) la causa probabile della morte. Profeta da tre anni era detenuto in una cella della sezione Eiv del carcere di Voghera, quella ad «Elevato indice di vigilanza». Era stato trasferito in via Prati Nuovi da Padova la sera del 30 giugno 2001, dopo un fallito tentativo di evasione (nel portaocchiali e nello stipite del letto gli agenti avevano rinvenuto due seghetti da ferro). E, salvo le trasferte per assistere alle udienze del processo, a Voghera è sempre rimasto. Fino a ieri mattina.
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