Il Bel Renè nella cella di fronte
VOGHERA.Solitario, introverso. E da qualche mese chino sui libri di università. Cosi viveva in carcere Michele Profeta. Quattro ore d'aria al giorno, il menù variato con gli acquisti consentiti dai generosi contributi finanziari della moglie. La sua cella si trovava nel braccio «Eiv» (sigla per Elevato indice di vigilanza), quello riservato ai detenuti speciali da tenere sotto stretta osservazione. Proprio di fronte, è rinchiuso Renato Vallanzasca, il Bel Renè che è detenuto a Voghera ormai da molti anni. Un altro ospite della sezione è Simone Boccaccini, il brigatista rosso coinvolto nell'inchiesta sull'omicidio di Marco Biagi. Sorveglianza strettissima, tensione spesso alta. Tanto che, alcuni mesi fa, i detenuti inscenarono una protesta, dopo lo stop al servizio di lavanderia e ad altre guarentigie. Un terzo prigioniero «eccellente» di via Prati Nuovi è Ahmed El Sabei Rabei, noto anche come «Mohamed l'egiziano», sospettato di essere la mente degli attentati terroristici ai treni di Madrid. Nel carcere di Voghera - 270 detenuti, un direttore, Roberto Festa, che arriva da Perugia - da due anni esiste anche una sezione speciale per collaboratori di giustizia. Misure di sicurezza (e di segretezza) ancora più rigide che all'Eiv, attorno ai pentiti una cortina di ferro. Per evitare che si ripeta un altro caso Sindona.