E Andrea Camilleri si racconta: una lunga intervista sull'Espresso
ROMA.Fama e soldi non gli hanno dato alla testa, ha rinunciato al whisky ma non alla fede comunista e di Berlusconi dice: «sono io che faccio guadagnare lui». A quasi 80 anni, dopo 10 anni di successi, Andrea Camilleri si racconta in una lunga intervista all'Espresso in edicola oggi. I soldi, il successo e il prestigio non lo hanno cambiato molto perchè, dice, «la vecchiaia tiene bassi, impedisce di montarsi la testa». Ma a qualcosa il successo gli è servito gli ha reso la vita più disciplinata. «Nel momento in cui ho capito che riuscivo a scrivere con disciplina e continuità non ho più toccato un goccio di whisky. Fino a pochi anni fa ogni mattina ne battevo una bottiglia a digiuno».
Non esita a definirsi comunista. «Lo sono sempre stato - dice - persino nel 1956 quando molti se ne andarono dal partito per i fatti di Ungheria, rimasi perchè pensavo che in un mondo spaccato in due, i sovietici facessero bene a tenere sotto controllo la propria parte». E non ha paura a parlare di'regime' in Italia. «Sono orgoglioso - dice - di essere stato tra i primi a parlare di regime (...) ogni regime ha un suo stile, ma ha anche un tratto comune: impedisce alle minoranze di intervenire nella vita del paese».