«Basta con le maxi-cartelle del Villoresi»


PIEVE PORTO MORONE. Spese a totale carico degli utenti anzichè equamente ripartite, rappresentanti 'fantasma" nell'assemblea dell'ente, sindaci che evitano ogni confronto. La guerra dell'associazione della Bassa contro le bollette del consorzio Villoresi (e non solo) è totale. Il presidente del movimento ambientalista, Bruno Bagarotti, ha convocato un'assemblea pubblica per domani sera.
L'assemblea, che si svolgerà nella palestra comunale, è stata indetta per affrontare la spinosa questione sin nei minimi particolari. Dopo un'accurata ricostruzione storica con documenti e atti ufficiali (ottenuti da un ex dirigente del Magistrato del Po) il leader del comitato è sicuro di avere in mano le carte vincenti per mandare gambe all'aria l'attuale ripartizione dell'imposizione fiscale attuata fino ad oggi dal Villoresi. O quanto meno per chiedere spiegazioni sui criteri adottati. Contro le maxi-cartelle, l'associazione ha già raccolto oltre tremila firme. Cioè quasi tutti i consorziati. Per domani sera l'invito a partecipare al dibattito è rivolto anche, oltre che a tutti i sindaci interessati, al prefetto, Domenico Gorgoglione, e al presidente della Provincia, Silvio Beretta. «Il territorio di competenza è costituito da terreni e prefabbricati posti in alcuni Comuni della Bassa, come Badia, Monticelli, Pieve, San Zenone, Zerbo e parzialmente Chignolo, Costa de' Nobili e Santa Cristina - rivela Bagarotti documenti alla mano -. In tutto una superficie di oltre 6 mila ettari. Secondo un Regio decreto agli anni Trenta «tuttora vigente, l'ente è inquadrato come 'comprensorio di bonifica di seconda categoria"». Ma la sorpresa più grossa la riserva la sezione dedicata alle 'opere idrauliche di seconda categoria', appunto. «Dove si spiega - sottolinea sconcertato Bagarotti - che 'le spese per le opere vanno ripartite, detratta la rendita netta patrimoniale dei consorzi, per una metà a carico dello Stato, l'altra metà per un quarto a carico della Provincia o di quelle interessate, e per il restante a carico degli interessati"». Non solo. La legge dice anche che bisogna tenere conto «dell'aggravamento delle condizioni idrauliche, recato da una zona colante su un'altra non colante».
In poche parole, il legislatore degli anni Trenta aveva già delineato il pericolo dell'effetto-domino sulla Bassa, che di sicuro rientra nella seconda categoria e non nella prima. Per intenderci, dovrebbe essere Milano e il suo hinterland (zona colante) a sopportare le spese maggiori per le opere idrauliche di contenimento a valle, e non viceversa. Insomma, un po' come la favola del lupo e dell'agnello. «Il che significa - precisa ancora Bagarotti - che i contribuenti della Bassa dovevano pagare ancora meno. Oltre al danno, la beffa, visto che la vallata si è trasformata negli anni in una vasca di decantazione di veleni delle fognature di metà della Lombardia». Ma andiamo avanti. Ci sono altri due punti che il presidente del comitato ritiene determinanti. E che domani sera tirerà fuori dal cassetto. «Nello statuto - prosegue - si parla dell'assemblea del consorzio che dovrebbe essere costituita da 'proprietari di immobili ubicati nel comprensorio del consorzio, aventi diritto al voto, o dai loro legali rappresentanti". Ma questi ultimi chi li ha mai eletti? Qui da noi, mai nessuno ha votato...». Il comma successivo parla dell'elezione dei rappresentanti nel consiglio dell'ente.
E qui Bagarotti fa nomi e cognomi: «Uno, per esempio, è Ambrogio Guasconi, ex sindaco di Chignolo. L'altro è Virginio Anselmi, designato dalla Provincia. Sono al corrente di tutte queste cose? E se si, cosa hanno fatto fino ad oggi per raddrizzare una situazione paradossale?». Questa è solo la prima di una lunga serie di domande che Bagarotti ha intenzione di rivolgere domani sera agli invitati: «Chi ha approvato la fusione per incorporazione del nostro preesistente consorzio (perchè è successo anche questo,ndr) con fini diversi e opposti, nel Villoresi? Quando si è riunita l'assemblea dei soci per deliberare tale fusione? Chi era abilitato a partecipare, visto che tutti i contribuenti che ho interpellato non sono mai stati sentiti, nè hanno dato deleghe?». Bagarotti, per finire, attacca tutti gli amministratori che per anni «hanno agevolato questa farsa a danno dei cittadini», invitando «gli attuali nuovi amministratori a recuperare il tempo perduto e ad attivarsi per accelerare l'incontro per concordare le azioni più appropriate a tutela degli interessi sollecitati dai loro concittadini».

Giovanni Scarpa