Come sta veramente Bossi? E' un mistero


LUGANO.Il monitor va, 24 ore su 24, il cuore è sotto controllo e al primo piano della clinica svizzera, in quel di Lugano, Umberto Bossi è steso su un letto e attorno ha solo camici bianchi e infermiere. «Molto presto lo rivedrete com'era prima. Si sta già riprendendo, la sua tempra è molto forte. Sono fiducioso e ottimista». Cosi ha detto ieri Roberto Maroni, ministro del Welfare e braccio destro del Senatur. Però i sorrisi e le tranquillizzanti frasi di Maroni non svelano l'arcano. Sulle reali condizioni di salute del leader del Carroccio vige il più stretto riserbo. Un mistero che crea solo imbarazzo e qualche sospetto.
Di bollettini medici ufficiali non se ne parla e cosi, come è successo l'11 marzo scorso, quando giornalisti e telecamere erano stati allontati dall'ospedale di Circolo di Varese, e come è avvenuto alla clinica Hildebrand di Brissago, è accaduto anche in questi giorni al Cardiocentro Ticino e all'ospedale Civico di Lugano.
Bossi è stato colpito da un grave scompenso cardiaco. L'ipotesi che sia nuovamente intubato e in coma farmacologico resta la più drammatica. Ma di conferme da parte del personale medico non ce ne sono. La famiglia del Senatur ha dato disposizioni ben precise: nessuna notizia dev'essere divulgata se prima non è stata valutata dai familiari. Bossi non figura neppure nella lista dei pazienti ricoverati. Quindi a parlare della salute del leader della Lega sono i suoi uomini di partito.
«Chi lo conosce bene come me», ha detto Maroni, «non può e non deve avere alcun dubbio sul fatto che presto tornerà ad essere il Bossi di un tempo. Quello di sempre». Ma se il muro di silenzio che avvolge l'ospedale di Lugano non permette di conoscere le reali condizioni in cui versa Bossi, c'è da sottolineare che l'unica voce medica che fa trasparire qualche cosa è quella del cardiologo di Varese, il professor Jorge Salerno, che salvò il leader della Lega l'11 marzo scorso, dopo che il suo cuore lo aveva tradito. Salerno ieri mattina ha parlato con il professor Tiziano Moccetti, primario del Cardiocentro Ticino, che ha in cura da venerdi notte il ministro. «Con Moccetti saranno prese le decisioni cliniche in pieno accordo», ha detto Salerno. Quindi le terapie verranno concordate tra i due primari.
Umberto Bossi, nei giorni scorsi, sarebbe stato colpito da un secondo scompenso cardiaco e le cure tenpestive sono state fondamentali per salvargli la vita perché è potuto accedere velocemente al Cardiocentro Ticino, struttura adiacente all'ospedale Civico dove si trovava già ricoverato. L'11 marzo, invece, il centro specialistico più attrezzato, quello di Varese, era distante dall'abitazione del leader. Lo scompenso cardiaco di allora aveva determinato oltre all'edema polmonare, anche una ischemia cerebrale. Per Bossi, secondo Salerno, rimane un problema cardiaco di fondo che va curato: «La soluzione definitiva farmacologica e non invasiva per la cura dello scompenso non è ancora percorribile e sarà affrontata non appena le condizioni generali lo permetteranno».
Un'affermazione nella quale si racchiude il futuro del leader del Carroccio, le cui foto, pubblicate prima delle elezioni fecero scalpore e non solo tra i suoi militanti. E proprio le camicie verdi ieri hanno nuovamente fatto sentire la loro voce attraverso Radio Padania. Voci e interventi che hanno fatto da sismografo degli umori della base ponendo l'accento sull'ipotesi positiva che Bossi stia migliorando. Battute allegre e ironia hanno sdrammatizzato l'evento tanto che più di un leghista ha azzardato: «Meglio stare senza moglie che senza Bossi».

dall'inviata Roberta Rizzo