La scure su enti locali, Sud e imprese
ROMA. Il governo vara la manovra e arriva subito un primo segnale da Bruxelles: la Commissione saluta con favore il varo, ma si augura che ci sia un reale consolidamento dei conti pubblici. Il decreto legge (5 articoli) ha l'obiettivo di ridurre di 5,5 miliardi di euro l'indebitamento netto. Ai tagli verranno aggiunti anche altri 2 miliardi di euro che saranno recuperati utilizzando «misure amministrative, ovvero azioni discrezionali possibili a legislazione vigente». Il governo Berlusconi conferma cosi tutti i tagli annunciati e introduce due novità: la proroga del condono edilizio al 10 dicembre prossimo (da cuisi spera di ricavare 3,6 miliardi) e l'aumento del prezzo delle sigarette. Colpite in modo particolare le imprese del sud (con il taglio alla legge 488).
Colpite anche le Regioni, le compagnie di assicurazioni, le banche e le Fondazioni. Stangata anche sui ministeri. Ma vediamo nel dettaglio i contenuti (il testo integrale all'indirizzo www.cittadinolex.it).
Regioni. Viene stabilito l'aumento della quota Irpef regionale. Non sono scontati gli effetti della decisione di rivedere tutto il sistema della tassazione regionale. Alle Regioni, penalizzate dai tagli dei trasferimenti, viene concessa la possibilità di aumentare il proprio deficit per finanziare gli investimenti produttivi.
Tagli ai finanziamenti all'impresa. Il governo taglia le leggi pluriennali di spesa (intorno al 70%), mentre cala una vera scure sulla legge 488, principale volano di finanziamento nelle regioni del Sud: viene ridotta l'autorizzazione di spesa destinata agli incentivi di 750 milioni di euro. Sull'impresa e in generale sul lavoro pesa però anche il taglio di 250 milioni di euro che sarebbe dovuti andare ai «contratti d'area» e ai «contratti di programma».
Tagli ai ministeri e all'amministrazione pubblica. La spesa per beni e servizi della pubblica amministrazione viene tagliata del 15% rispetto alla media 2001-2002, mentre per Regioni, Comuni e Province il taglio è del 10%. I residui di stanziamento delle spese in conto capitale (investimenti) saranno ridotti del 50%, con alcune esclusioni significative, tra cui la Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'Interno, le aree sottoutilizzate, la cooperazione allo sviluppo, il fondo per il federalismo e il fondo per l'occupazione. Forti risparmi sulle consulenze che saranno tagliate del 15%, sia per l'amministrazione pubblica, che per le Regioni e gli enti locali. Batosta anche sugli enti previdenziali: tagli del 30%.
Fisco più pesante per banche e assicurazioni. Con l'aumento del carico fiscale in questi due settori, il governo punta a recuperare 1 miliardo e 300 milioni di euro. In particolare per le assicurazioni si stabilisce l'aumento dell'imposta annua sulle riserve delle polizze vita e dei fondi pensione che passa dallo 0,20% allo 0,30%. Solo da questo dovrebbero entrare 700 milioni nelle casse dello Stato. Aumento della base imponibile Irap per le banche, con possibili incassi pari a 370 milioni. Provvedimenti pesanti anche per le Fondazioni e gli enti non commerciali. La soppressione di alcune agevolazioni fiscali frutterà un entrare di 230 milioni di euro.
Sigarette più care.Il decreto legge di ieri modifica la legge del 1985 che stabilisce le accise sulle sigarette, le tabelle dei prezzi.