Ferrara, voglia matta di giocare

SALICE TERME. «Con Fabio Capello, la Juve riparte da zero. Nel senso che ogni giocatore dovrà dimostrare le proprie capacità se vorrà far parte della rosa, se vorrà indossare la maglia bianconera». Non è un'affermazione ma una convinzione decisa quella delvecchio . Di Ciro Ferrara che a 37 anni suonati dentro ha ancora la voglia di far parte di questa squadra. Di sudare sotto il sole, per cercare spazio, a battere quei giovani che vogliono emergere. Lui non si sente affatto un ex. Ha addirittura rifiutato la proposta di Marcello Lippi che lo voleva al suo fianco per allenare la nazionale. «Stimo Lippi, lo ringrazio per la chance che mi ha dato. Ma ho nel cuore la voglia di giocare, di sudare per la Juve. Rispetto ai giovani, rispetto al passato faccio più fatica. I sacrifici sono tanti, ma vengono ripagati ogni volta che indosso la maglia e scendo in campo». Insomma l'amore per la Juve è tanto grande che Ciro non lascerebbe mai questa squadra e «in futuro mi aspetta una carica di dirigente della squadra bianconera. Voglio restare...». Ferrara e Capello? Com'è il dialogo? C'erano stati degli screzi tra i due sul caso doping alcuni anni fa... «Ma non abbiamo toccato argomenti delicati. Credo che non succederà nemmeno in futuro. Ci rispettiamo».
Ciro scherza, sorride. Il calcio per lui è vita: lo si legge negli occhi che vive per la Juve. C'è un rapporto di rispetto tra lui e Capello: «No, non ci diamo del tu... Del doping non ne parliamo perché ci riteniamo lontani da tutto ciò che è stato detto su questo argomento. Credo che la scelta fatta dalla società, nell'indicare Capello come allenatore, sia stata una scelta ottima. Ci ha sorpreso comunque, perché tutti eravamo ormai convinti che sarebbe stato Deschamps l'allenatore della Juve. Ma lui è senza dubbio l'uomo giusto per sostituire un allenatore come Lippi. Parla poco, c'è comunque grande entusiasmo e credo che in questo momento stia cercando di capire quello che ognuno di noi vale veramente». E poi si parla della difesa della Juve, quella difesa che nella passata stagione ha subito qualcosa come 42 reti. «Non diamo tutte le colpe al reparto difensivo - dice Ferrara - . Anche se ha avuto i suoi punti deboli. Ripartiamo da qui se vogliamo fare una grande Juve comunque i nostri difensori sono molto forti. Non credo che serva cambiare una squadra se siamo arrivati secondi o terzi. E poi non esiste al mondo a mio avviso un giocatore tanto forte da poter evitare ad una squadra di subire tanti gol». Segue un lungo botta e risposta: «Trezeguet? E' giusto che sia stato riconfermato. Emerson? Sarebbe un grande giocatore che farebbe bene alla Juve. Nel suo ruolo è sicuramente uno dei più forti al mondo. Cannavaro? Ben venga, una bella pedina». E Alessandro Del Piero? «Questa credo che sarà la stagione del suo grande ritorno. Sapendo che, proprio come tutti gli altri giocatori, dovrà giocarsi il posto in squadra. Lo vedo motivato e con la voglia di far bene. Ci credo. Con Capello avrà sicuramente grande entusiasmo e nuovi stimoli. La squadra da battere? Il Milan. L'Inter? Prima o poi troverà la forza di centrare gli obiettivi che si è prefissato Moratti. Ma speriamo che questo arrivi tra qualche anno e non adesso...». Sarà l'anno della Juve? A sentire Ciro sembra proprio di si. Ma staremo a vedere. «Partiamo subito con un impegno difficile - dice - che sono i preliminari di Champions League in programma tra il 10 e l'11 agosto. Vogliamo partire subito bene». Un ultimo pensiero: «Se me lo permettete - dice a fine intervista Ferrara - voglio salutare due amici carissimi: Marcello Lippi e Antonio Conte. Ripartire senza di loro (il primo allena la nazionale il secondo ha deciso di smettere) non è stato facile. Hanno dato un grande contributo alla Juve».
Alessandro Disperati