Pitagora studiava l'acustica
L'ascolto di una musica, di una conversazione, dei suoni del mondo esterno è una delle funzioni più gratificanti per l'uomo, che anche grazie all'udito interagisce col mondo e con gli altri.
Ogni disfunzione di una o più delle componenti dell'apparato uditivo può essere responsabile di una ipoacusia, ovvero di una riduzione della capacità uditiva, di entità differente a seconda dell'importanza funzionale dell'alterazione e di tipo differente a seconda della sede intessata dalla patologia.
La riduzione dell'udito può insorgere in modo brusco, improvviso o evolvere gradualmente. Ogni sordità a esordio improvviso in un orecchio (le sordità improvvise bilaterali simultanee sono più rare), deve essere considerata, fino a prova contraria, una emergenza medica e portare immediamente il paziente dallo specialista per eseguire gli opportuni accertamenti. Se è vero, infatti, che la causa può anche essere un banale tappo di cerume, lo stesso identico sintomo può essere in realtà dovuto ad una ipoacusia neurosensoriale improvvisa, una patologia dell'orecchio interno, che richiede un trattamento il più precoce possibile. Oltre alla funzione uditiva, l'orecchio interno è implicato anche, con la sua porzione posteriore (labirinto posteriore) nel sistema dell'equilibrio, il che spiega la possibile presenza di vertigini e/o disturbi dell'equilibrio nelle patologie interessanti questo settore.
Ogni volta che un evento lesivo colpisce l'organo dell'udito si ha una diminuzione della capacità uditiva. Tale compromissione sarà più o meno grave a seconda della sede e dell'entità del danno. Ne consegue una riduzione dell'informazione acustica che comporterà una alterazione o impedimento della comunicazione verbale. La riduzione dell'udito, di qualunque grado e natura, viene definita in medicina con il termine 'ipoacusia". Può presentarsi quale sintomo isolato o associata ad altri sintomi a carico dell'orecchio quali sensazione di ronzio, fischio o altro rumore nell'orecchio, vertigini e/o disturbi dell'equilibrio, sensazione di ovattamento auricolare o di orecchio 'pieno" (fullness). A seconda della sede di alterazione, responsabile della sordità, si parla di ipoacusia trasmissiva (per alterazioni del condotto uditivo, del timpano o degli ossicini), o di ipoacusia neurosensoriale, quando la patologia o il danno interessano la coclea od il nervo acustico. E' oggi possibile, grazie a particolari accertamenti audiologici, individuare con precisione la sede dell'alterazione. La principale novità in questo settore è che in molti casi di ipoacusia neurosensoriale (generalmente ritenuta intrattabile) la sordità è spesso parzialmente o totalmente reversibile con l'opportuno trattamento, in quanto molte volte, più che a un danno irreversibile a carico dei recettori, l'ipoacusia è dovuta ad alterazione dei liquidi dell'orecchio interno (disfunzione idromeccanica dell'orecchio interno, idrope cocleare) per la quale è possibile una terapia. Le lesioni dell'orecchio esterno o medio causate da otiti o malformazioni del padiglione, del condotto uditivo esterno o degli ossicini, portano alla sordità da trasmissione. La lesione solitamente non interessa la parte"nobile" dell'orecchio, vale a dire la chiocciola e le vie acustiche attraverso le quali gli impulsi sonori arrivano alla corteccia cerebrale. Il danno dal punto di vista uditivo non è mai grave: la persona sente e distingue i suoni delle parole purché queste siano pronunciate ad una intensità superiore ai valori normali. Nei casi di sordità neurosensoriale, invece, La lesione interessa in modo più o meno grave l'orecchio interno (sordità cocleare) o il nervo acustico (sordità retrococleare). Una sordità mista si ha quando sono presenti contemporaneamente le due forme. I bambini piccoli, nella stagione invernale, sono soggetti a otiti catarrali che possono aggravare un deficit uditivo neurosensoriale eventualmente presente. Il peggioramento è però temporaneo in quanto risolvibile con una opportuna terapia.
L'acustica è la scienza del suono, inteso sia come sensazione psichica sonora soggettiva sia come ente fisico in grado di produrre nella psiche, per stimolazione dell'organo dell'udito, tale sensazione. I più importanti settori dell'acustica sono: l'acustica fisica, l'acustica musicale, l'acustica edilizia o architettonica, l'acustica fisiologica, l'acustica psicologica o psicoacustica. I primi studi di acustica risalgono al secolo VI avanti Cristo con Pitagora e i pitagorici, che giunsero a stabilire le relazioni esistenti fra la lunghezza delle corde vibranti e l'altezza dei suoni e a introdurre una delle prime scale musicali. Con i Greci e poi con i Romani lo sviluppo dell'acustica architettonica raggiunse traguardi notevoli con la definizione di una forma ottimale di teatro all'aperto per un vasto auditorio. Dopo i Romani, un progresso rilevante in acustica si ebbe solo con G. Galilei e con il suo contemporaneo M. Mersenne, che determinarono sperimentalmente i rapporti matematici tra frequenza, lunghezza, tensione e massa delle corde vibranti.