Omicidio senza colpevoli
CASSINO (Frosinone). Il carrozziere di Rocca D'Arce, Carmine Belli, è stato assolto per l'omicidio della studentessa Serena Mollicone, di 18 anni, avvenuto il primo giugno del 2001. La sentenza è stata emessa dalla Corte d'assise di Cassino. Carmine Belli, detenuto da oltre un anno, è stato assolto perchè gli indizi non sono stati ritenuti sufficienti da divenire prova.
Il presidente della Corte d'assise, Biagio Magliocca, ha fatto appena in tempo a leggere gli articoli del codice di procedura penale che contemplano l'assoluzione prima che un applauso scrosciasse in aula interrompendolo. Belli è stato assalito dalla folla di giornalisti presenti e poi portato fuori dalle guardie penitenziarie. Soltanto dopo il presidente ha potuto riprendere la parola per terminare la lettura del dispositivo. In aula non c'erano i pubblici ministeri nè Guglielmo Mollicone, il padre della ragazza uccisa.
La sentenza è stata emessa dopo circa sette ore di camera di consiglio. Per Belli i pubblici ministeri avevano chiesto la condanna a 23 anni di reclusione. I difensori avevano invece chiesto l'assoluzione del loro assistito. I due legali di parte civile, in rappresentanza della famiglia Mollicone, si erano associati alla richiesta di condanna dell'accusa, chiedendo anche un risarcimento danni di circa cinque milioni di euro. Nell'aula, affollata, erano presenti numerosi giornalisti, operatori televisivi e fotografi. Per la famiglia della vittima era presente solo lo zio, Antonio Mollicone, che è uscito frettolosamente dal palazzo di giustizia subito dopo la sentenza. Belli, invece, è stato portato in aula alcuni minuti prima dell'ingresso della Corte e, apparso notevolmente nervoso, è stato continuamente bersagliato dai flash dei fotografi e ripreso dalle telecamere.
«Sono sicuro che è lui, purtroppo lo so, ce l'ha nel cervello, lo ha detto lui stesso». Cosi il commento, «molto deluso», di Guglielmo Mollicone, padre di Serena, alla notizia della sentenza di assoluzione di Carmine Belli, che ha atteso nella sua abitazione, ad Arce. Mollicone si è rifiutato di tornare in aula, dove era stato ieri mattina in occasione dell'ultima udienza, «per evitare la ressa dei giornalisti», come ha precisato lui stesso.
I Mollicone «hanno diritto di conoscere l'assassino di Serena, ma non sono io». Sono le prime parole di Carmine Belli, che ha lasciato il carcere di Cassino ieri sera alle 20.30. Alla domanda, sul motivo per cui Pierpaolo Tomaselli, che gestisce con lui l'officina, abbia ritrattato la sua deposizione iniziale, sostenendo che la mattina del primo giugno 2001 (le ore in cui è morta Serena Mollicone) Carmine Belli non era in officina, ha risposto: «Non lo so, vorrei saperlo anch'io».