Un inedito Massimo Cacciari si racconta
ROMA.«Non cucino e non stiro, ma mi taglio barba e capelli da solo da quando avevo 16 anni e lo faccio anche egregiamente». E' un Massimo Cacciari sconosciuto, quello che parla al microfono di Giulia Santerini in una lunga intervista che andrà in onda da lunedi 5 luglio a venerdi 9 in «Capital Tribune» alle 8.45 (replica domenica 11 luglio ore 13).
Massimo Cacciari racconta che non fa vacanze, che sogna di vivere a Napoli, che ama il mare del Vesuvio e le montagne più tormentate (ma non le può scalare per le vertigini). Patito dei Beatles, ma anche di Kubrick e del cinema spettacolare americano, il professore filosofo riflette sul fatto che «gli avvenimenti più importanti della vita, nascita, genitori, amici che frequenterai e ti trasformeranno, la donna che amerai, non li scegli». Rinomato tombeur des femmes, confessa che l'etichetta lo imbarazza «solo a seconda della conquista attribuita». Come l'avventura con Veronica Lario? «Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di conoscerla, comunque giudico di un cattivo gusto incredibile la caduta di tono di un premier che cita le voci di una nostra presunta relazione e barzellette varie in giro per l'Europa». Cacciari giudica invece meritatissima e tardiva la laurea honoris causa in architettura e garantisce, di qui in avanti niente candidature: «Mi dedicherò soprattutto alla filosofia e ai miei libri. Mi resta troppo poco tempo per il resto». Tempo che il professore patisce come un male incurabile. «Ho fatto sessant' anni e dovevo pure festeggiarli? Odio gli anni che passano».