"La trilogia della città di M." è l'ultimo libro di Piero Colaprico
L'ultimo giallo di Piero Colaprico, Trilogia della città di M.(Marco Tropea Editore, 377 pagine, 15 euro), vede irrompere sulla scena un nuovo personaggio che sostituisce il vecchio maresciallo Binda dei precedenti libri del giornalista di Repubblica. Questa volta a consumarsi i tacchi per le vie di Milano è un poliziotto, l'ispettore Francesco Bagni della sezione omicidi della Questura. E' forse l'unico personaggio inventato nel romanzo a tre episodi, perchè gli altri sono perfettamente riconoscibili e reali, a cominciare dal Questore di Milano, Paolo Scarpis. Binda era anzianotto, milanese e 'carabiniere" nel suo non avere dubbi; l'ispettore Bagni, figlio di emigrati in Svizzera, sulla soglia della quarantina, è più combattuto tra il bene e il male. Cosi come è combattuto tra due donne: una ex modella di biancheria intima e una pm che prenderà corpo nel corso della narrazione. Del resto il vecchio sottufficiale si muoveva nella Milano degli anni '80, quando nell'ex capitale morale erano più netti i confini tra il bene il male. Bagni, grande lettore di romanzi gialli, cosa che gli attira le battute dei colleghi, è invece usato da Colaprico per un viaggio nella Milano di adesso, con le sue laceranti contraddizioni, l'incomunicabilità, la ricchezza ostentata e la disperazione. Si vede Bagni, nel primo episodio, alle prese con gli intrighi finanziari tra la stazione centrale e le banche d'affari, per scoprire chi ha ucciso una ragazza di buona famiglia, conficcandole in gola una zanna narvalo. Poi affronta le inossidabili regole della storica malavita del Ticinese, fino a quando è costretto a fare i conti con il suo passato. Nel terzo episodio rischia la vita in una sparatoria e conduce l'indagine salendo e scendendo dal metrò e mette a nudo il desiderio di amare ed essere amato.