Pontecorvo: «Il migliore con cui ho lavorato»
ROMA. «Malgrado le liti furibonde avevo enorme stima e provavo anche un certo affetto per Marlon Brando. Per cultura e intelligenza, era una spanna sopra tutte le altre star americane. E' il migliore attore con cui abbia mai lavorato». Cosi Gillo Pontecorvo ricorda Marlon Brando, che ha diretto in «Queimada». Le liti cui si riferisce il regista sono quelle avvenute sul set nel '68. Lo stesso Brando diceva che Gillo, pur essendo uno dei migliori con cui aveva lavorato, era terribilmente superstizioso e che a volte voleva fargli recitare battute che 'sembravano uscite dal Manifesto del partito comunista".
Brando aveva anche accusato Pontecorvo di averlo minacciato con una pistola. «Mi sembra tutto ridicolo, mi puzza di telenovela, spero che sia una deformazione di chi ha raccolto la biografia» aveva replicato Pontecorvo ricordando che in realtà il rapporto con Brando si era avvelenato nel corso delle riprese di «Queimada» perchè lui, da regista europeo, voleva che il personaggio del grande attore americano fosse fatto non solo di luci, ma anche di ombre. «Una volta - dice - gli feci ripetere una scena 41 volte. E lui mi ricambiava cercando ogni pretesto per litigare. Era un uomo di una sensibilità mostruosa, ma era ombroso come un cavallo di razza. L'ultimo mese di riprese eravamo talmente ai ferri corti che gli davo istruzioni attraverso il mio aiuto. Finimmo il film senza salutarci. Due anni dopo gli mandai una cartolina e non ebbi risposta. Passò un anno e lui mi fece convocare da una major perchè voleva che dirigessi una sua sceneggiatura sugli indiani d' America. Il film poi non si fece, ma per motivi legati alla produzione». «Nonostante i litigi - ammette però Pontecorvo - sia io che mia moglie lo consideravamo una persona straordinaria. Una sera lo invitammo a cena, mettemmo sul giradischi 'La passione secondo Matteo" che gli piaceva molto e lui, ringraziandoci per la serata, ci disse 'la vita può essere dolce". Ci spiace che il destino non sia poi stato tenero con lui. Non so come abbia passato gli ultimi anni, ma mi auguro che i problemi che ha avuto con la famiglia, cui era attaccatissimo, siano andati migliorando».