«Fornite dati sull'impatto ambientale dell'inceneritore»

PARONA.Il circolo Legambiente della Lomellina 'Il Colibri" ha chiesto ufficialmente all'assessorato provinciale alla Tutela ambientale di conoscere la situazione del monitoraggio ambientale sull'impianto di incenerimento rifiuti di Parona. «Dopo il primo esame, ne è seguito un secondo per valutare l'impatto dell'impianto?», chiedono il presidente Sara Capittini e gli altri esponenti dell'associazione ambientalista, che reclama un attento biomonitoraggio sul termodistruttore. «La Provincia aveva commissionato alle biologhe Patrizia Casarini e Michela Villa un biomonitoraggio della qualità dell'aria mediante licheni epifiti nell'area circostante l'inceneritore di Parona Lomellina, studio che fu eseguito da ottobre 1999 all'aprile 2000, prima dell'attivazione dell'impianto di incenerimento - ricorda Capittini - Dopo quattro anni dall'entrata in funzione di questo impianto, ci domandiamo se a quest'indagine ne sia seguita un'altra per valutare l'impatto ambientale dell'inceneritore stesso». Legambiente anticipa l'eventuale risposta dell'assessorato: «Se si, come speriamo, abbiamo richiesto di inviarcene una copia. Se no, vorremmo sapere se è comunque intenzione della Provincia richiedere una seconda indagine comparativa oppure se problemi a noi sconosciuti la rendono impossibile». Da parte sua, il Comune si era sempre detto certo della sicurezza dell'impianto. Per esempio, nell'aprile dell'anno scorso l'allora sindaco Silvano Colli aveva sciorinato un grafico con sei parametri: acido cloridrico (HCl), ossido di carbonio (CO), somma di ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SO2), carbonio organico totale (COT) e polveri (PLV). I limiti, rispettivamente 20, 50, 200, 100, 10 e 10 milligrammi per nano metro cubo, non erano mai superati dal valore medio rilevato nel 2001 e nel 2002. (u.d.a.)