Pensioni, in aula il 19 luglio. Allarme Tfr


ROMA. La delega previdenziale andrà in aula il 19 luglio prossimo. Non è ancora chiaro che cosa deciderà il governo a proposito della fiducia. E' molto probabile però che il governo Berlusconi decida il suo indirizzo nella riunione di domani a Palazzo Chigi. Dopo gli scontri interni alla maggioranza dei giorni scorsi, il consiglio dei ministri sarà infatti dedicato alla manovra in vista della riunione dell'Ecofin del 5 luglio.
Nella riunione si dovrebbe decidere sull'early warning all'Italia e alle riforme ancora sospese: fisco e pensioni. Nel frattempo ieri è stata avviato il ciclo di audizioni alla Camera delle parti sociali proprio sulla delega previdenziale. Le audizioni in commissione dei sindacati e delle organizzazioni degli industriali hanno messo in evidenza di nuovo una notevole distanza di posizioni. I sindacati ribadiscono il loro no alla delega previdenziale, che secondo il loro giudizio, è stata perfino peggiorata dal percorso del Senato. La Confindustria rilancia invece con forza l'idea del taglio dei contributi per tutti i neoassunti. La decontribuzione sarebbe l'unico modo possibile, per i dirigenti di Confidustria, di bilanciare il trasferimento del Tfr ai fondi pensione. La Confindustria ha chiesto un impegno esplicito del governo ad «affrontare la questione del livello contributivo». Nello stesso tempo il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, sostiene che il percorso parlamentare deve essere accelerato il più possibile. La delega deve essere varata al più presto.
Se il governo porrà la fiducia sulla delega - è invece la posizione della Cgil - la reazione dei sindacati non si farà attendere e sarà dura. Lo ha detto ieri Morena Piccinini della segreteria confederale Cgil che ha partecipato alla delegazione sindacale ricevuta ieri alla Camera. E' già prevista una mobilitazione che accompagni l'iter parlamentare della delega, ha detto la Piccinini. Ma se si arrivasse alla fiducia il sindacato confederale dovrà decidere qualcosa di molto più pesante perché si sarebbe di fronte a un atto «grave e arrogante». Meno sicuro che alla fine si arriverà alla fiducia sulla delega pensioni è invece il segretario della Uil, Luigi Angeletti, mentre la Cisl è in attesa che il governo chiarisca finalmente le sue intenzione. Intanto circolano voci preoccupanti sul destino del Tfr, la liquidazione dei lavoratori. Ieri il segretario confederale della Cgil, Beniamino Lapadula, ha detto che il ministro dell'Economia Tremonti ha architettato un'operazione che porterà almeno i due terzi del Tfr all'Inps in un fondo che sarà usato per coprire i buchi del ministero del Tesoro. Il problema è legato alla scelta del «silenzio-assenso» sulla destinazione del Tfr ai fondi pensione.

Paolo Andruccioli