Scade la proroga, è emergenza
ROMA.Ventiseimila secondo il governo le famiglie interessate dall'emergenza sfratti, 30.000 secondo i sindacati e l'Anci, 40.000 per i pensionati della Cgil, 60.000 entro l'anno, calcola il Sicet. Ma governo, inquilini e proprietari non litigano solo sull'entità dell'emergenza sfratti che scatta da oggi, ma anche sul decreto-legge che l'esecutivo si appresta varare per fronteggiare la fine da oggi del blocco degli sfratti a vantaggio di nuclei familiari con anziani ultrasessantacinquenni o disabili, con scarse disponibilità economiche, purchè non morosi. Comunque, niente proroga, interrompendo una coda da record: sarebbe stata la numero 37.
Si tratta di un mix di misure, ha anticipato il viceministro Ugo Martinat, contenute in un decreto legge d'urgenza che sarà presentato sabato al Consiglio dei ministri. Nel pacchetto di interventi, un'buono casa' da 4.000 a 5.000 euro a favore degli inquilini deboli, 5 tipi di contratti e risorse per complessivi 120 milioni di euro. Le linee d'intervento per trasformare l'inquilino indigente da'peso' a risorsa appetibile sul ricco mercato degli affitti, sono state confermate dal ministro Pietro Lunardi durante un question time pomeridiano.
I 120 milioni di euro sono aggiuntivi, è stato precisato, rispetto alle risorse del fondo sociale per l'affitto e il provvedimento, secondo il ministro, porterà nel mercato delle locazioni una grande quota di immobili finora sfitti. Un decreto che non piace affatto però nè ai sindacati inquilini nè all'Anci, (che insistono sulla strada di un' ulteriore proroga) mentre plaudono Confedilizia e le altre associazioni dei proprietari.
Nella sostanza, il decreto legge prevede 5 tipologie di contratto. All'inquilino va un «buono casa» da un minimo di 4mila a un massimo di 5mila euro in ragione della dimensione demografica del Comune. A vantaggio del proprietario, procedure contrattuali più flessibili e incentivi fiscali proporzionati alla lunghezza del contratto. Il secondo tipo di contratto vede protagonista, in casi particolari, l' ente locale come conduttore e l'inquilino come concessionario. Il terzo e il quarto tipo prevedono incentivi per il proprietario: incremento al 70% della riduzione del reddito da canone imponibile e abbattimento del 30% dell'imposta proporzionale di registro.
Inoltre, nell'attesa dei tempi tecnici inevitabilmente lunghi, il governo fa appello al «senso di responsabilità» nell' uso della forza pubblica. Il ministro Lunardi ha parlato di eventuali «provvedimenti d'urgenza per far fronte alle necessità delle fasce più disagiate della popolazione, compatibilmente con la sentenza della Corte Costituzionale», riferendosi probabilmente alla necessità di accelerare i tempi per l'erogazione delle risorse, 120 milioni, in un fondo da istituire presso il ministero delle Infrastrutture. Misure che puntano a «contemperare sia le necessità espresse dai disagiati, sia delle legittime esigenze dei proprietari di immobili rendendo flessibile il mercato delle locazioni e stimolando in tal modo l'immissione nel mercato di una grande quota di immobili».
Non sono affatto d'accordo Sunia e Anci. «Misure inadeguate e vessatorie nei confronti degli inquilini e dei Comuni» tuona il presidente Leonardo Domenici che definisce «insufficiente il buono casa messo a disposizione dal governo» e auspica che i 120 milioni annunciati da Martinat siano «realmente aggiuntivi» rispetto alla dotazione precedentemente prevista e che quindi i fondi diventino 240 milioni di euro. «Questo esecutivo - dice Luigi Pallotta, segretario generale del maggior tra i sindacati inquilini - ha deciso di disinteressarsi di un problema di cosi grave e drammatico impatto sociale e si assume una pesante responsabilità verso migliaia di famiglie in estremo disagio e difficoltà».
Al contrario, Confedilizia, Alac, Appc e Fiaip danno dare atto al governo di «una scelta che, pur dovuta, diventa nell'attuale situazione, coraggiosa, contrastata solo da coloro che non vogliono risolvere i problemi». «E' stata premiata la nostra ferma determinazione a tenere la barra rivolta esclusivamente a riconoscere i diritti della proprietà, senza cedere a blandizie e lusinghe di nessun genere».