Da oggi il patentino diventa obbligatorio
MILANO. E' scattata «l'ora x» del patentino. Da oggi per guidare il motorino i ragazzi tra i 14 e i 18 anni devono averlo in tasca. Altrimenti rischiano multe salate e il sequestro del mezzo. «Sono 450 mila quelli che l'hanno già preso» annuncia il ministro Lunardi, ribadendo che non ci sarà nessuna proroga. E per i tantissimi che non hanno fatto in tempo a mettersi in regola (si parla di mezzo milione), il messaggio è chiaro: «Peggio per loro, c'era un anno di tempo. La legge è legge. Se a settembre 200 mila giovani non guideranno il motorino, risparmieremo molte vite».
Gli ultimi dati del ministero parlano di 442.870 patentini emessi, 290 mila rilasciati, 9.528 candidati risultati assenti all'esame dopo aver frequentato il corso, 100.027 bocciati, 399.555 esami svolti. I minorenni che saranno sorpresi alla guida di un 50 cc senza il certificato rischiano una multa da 516 euro e il fermo amministrativo del motorino per 60 giorni. In caso venissero «pizzicati» un'altra volta la sanzione lievita a 2.065 euro.
I controlli ci saranno, ma nel primo periodo non dovrebbero essere particolarmente severi. «Ho detto alle forze di polizia che non facciano inseguimenti - spiega il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi - perchè non voglio incidenti».
Lunardi ribadisce ancora una volta che «non c'è necessità di una proroga, a tutto vantaggio della sicurezza dei cittadini». Questo perché da un lato il ministero dell'Istruzione ha garantito che i corsi proseguiranno anche a luglio e dall'altro quello dei Trasporti «è in grado di far fronte al picco di domande di esami» grazie a 3.500 esaminatori che al 29 giugno avevano già vagliaro 400 mila candidati su 430 mila prenotazioni. Le domande per i corsi sono sono oltre 700 mila e quelle per la prova finale hanno avuto a giugno un incremento di 15 mila al giorno.
E se i 100 mila bocciati confermano la necessità di un esame, il vice ministro Mario Tassone inovoca ora anche una prova pratica e un accertamento medico sanitario.
Insomma Lunardi non ha «né dubbi né ripensamenti»: «Se risparmieremo anche solo una vita vuol dire che la legge è giusta. Chi chiede la proroga è incosciente». Con buona pace dei produttori di ciclomotori che già denunciano un flop nelle vendite. Ma per il ministro «non falliranno, anche se potranno avere un calo delle vendite ricominceranno a lavorare da settembre».
E sul «no» alla proroga si scatena la polemica. Alleanza nazionale insiste sulla necessità di uno rinvio per far fronte ai ritardi di numerose scuole che non avrebbero organizzato i corsi in tempo e contesta la tolleranza prevista nel primo periodo. Il Movimento genitori (Moige) protesta perchè «errori e ritardi» verranno scaricati solo sulle famiglie: «Circa un milione di minori resteranno a piedi e le famiglie dovranno accompagnarli ovunque». Secondo le associazioni consumatori gli appiedati saranno circa 400 mila e attaccano il ministero «sordo» agli «appelli delle famiglie». E mentre si prevede già un boom di ricorsi al giudice di pace, l'Ania invita le compagnie assicurative alla tolleranza in caso di incidente provocato da un conducente non abilitato.