Tracce di bentazone nella falda
ROSASCO. Nella falda acquifera di Rosasco è stata riscontrata la presenza di bentazone: la soglia minima di 0.10 microgrammi per litro è stata superata di 0.04 microgrammi. Nessun problema per la rete idrica comunale, dove la soglia di rischio non è stata sorpassata: in ogni caso, l'anomala situazione ha messo in allarme il neo sindaco Vincenzo Gardini e il suo vice Enrico Beia, primo cittadino dal 1995 al 13 giugno scorso. Il caso è stato sollevato in consiglio comunale: ha chiesto chiarimenti sulla gestione dell'acquedotto comunale il consigliere di minoranza Josè Franchino.
Beia ha comunicato il superamento dei limiti. «Il bentazone non era mai stato rilevato nel nostro paese - ha replicato - Fatto sta che i controlli dell'Asl di Pavia hanno confermato che nel sottosuolo la soglia è stata ampiamente sorpassata». La falda si trova a 75 metri di profondità: qui, i tecnici dell'Asl hanno accertato che la soglia di 0.10 microgrammi per litro è stata 'bucata" di 0.04 microgrammi. «Abbiamo effettuato altre analisi nel pozzo situato a pochi passi dal nuovo municipio, che però hanno dato esito negativo: qui, gli indici non sono stati superati - ha comunicato Beia - Nella rete dell'acquedotto il bentazone sfiora 0.08 microgrammi per litro». Dal 1988, da quando cioè fu trivellato l'attuale pozzo dell'acquedotto comunale, è la prima volta che Rosasco rischia di affrontare un'emergenza idrica come quella che negli anni scorsi venne registrata in numerosi Comuni lomellini. Appena ricevute le analisi da parte dell'Asl, il Comune ha incaricato la ditta di Gropello Cairoli che gestisce l'acquedotto di effettuare esami specifici in un laboratorio privato. «L'Asl ci ha imposto di approntare una serie di sistemi di controllo, a partire da speciali filtri a carboni attivi per non lasciar passare la sostanza inquinante nella rete dell'acquedotto - aggiunge il vice sindaco - Comunque, è stato stabilito di effettuare controlli incrociati, Comune-Asl, nello stesso giorno per evitare che l'utilizzo di apparecchiature differenti possa portare a un calcolo differente». Secondo Beia, la provenienza del bentazone è ancora sconosciuta: «Potrebbe arrivare da monte. O è un residuo 'storico"». (u.d.a.)