Dellas, l'ultimo baluardo dei greci
LISBONA. In Grecia è soprannonimato «gigante buono» ma Otto Rehhagel, il tedesco chiamato a rilanciare il calcio ellenico, si è ricordato solo all'ultimo momento di Traianos Dellas, 28 anni, centrale della Roma. Lo ha convocato per dare peso alla difesa e non se n'è pentito.
Dellas ha faticato a entrare nello spirito del torneo ma contro la Francia, campione d'Europa in carica, ha disputato una gara capolavoro. Schierato nell'insolito ruolo di libero ha fatto diga davanti a Nikopolidis ridicolizzando Trezeguet ed Henry. «Il calcio è cosi - si è schernito di fronte a tanta, improvvisa, popolarità - La nostra qualificazione è una grande sorpresa, ma in questi Europei ne abbiamo viste tante. Io ero sicuro che Italia, Francia e Spagna sarebbero andate avanti. Si vede che le gerarchie del pallone stanno cambiando».
Un pensierino alla finale? Il difensore giallorosso non si sbilancia ma non si tira indietro. «Crediamo di aver dimostrato di essere tutt'altro che una squadra materasso - dice - Siamo in semifinale con pieno merito e non mettiamo limiti alla provvidenza».
Niente male per un giocatore partito dall'Aek di Atene per Perugia in cerca di fortuna. Allora quasi nessuno si accorse di lui, tranne Capello che cercava un difensore di peso per la difesa della Roma. Nella capitale Dellas ha dovuto faticare per trovare un posto in squadra, condizionato da un ambiente abituato ad avere tutto e subito. Ha stentato (deve essere una sua abitudine) ma non si è arreso. Cosi quando a metà maggio Otto Rehhagel ha avuto bisogno di un corazziere per la difesa greca lui ha fatto le valigie e si è fatto trovare pronto. Al debutto, contro il Portogallo, ha messo la museruola a Luis Figo e Ronaldo (e per i padroni di casa stata quasi una tragedia), poi si è ripetuto contro Raul e Morientes e infine, dopo il passo falso con la Russia, ha mandato la casa i Bleus di mister Santini.
Ora la Grecia vede la finalissima anche se Dellas continua a invitare alla prudenza tisofi e compagni. «Per noi era già un bel risultato essere arrivati alla fase finale in Portogallo. Il passaggio ai quarti è un successo che non ha precedenti nella storia del calcio ellenico e ora che siamo in semifinale capisco l'entusiamo che sta contagiando il Paese. Però bisogna tenere i piedi per terra ed essere consapevoli che sarà durissima. Nessuno di noi - ha aggiunto Dellas - aveva vissuto un'esperienza del genere e questo, se da una lato ci dà la carica, dall'altro potrebbe anche giocarci qualche brutto scherzo».
«Dobbiamo essere consapevoli - ha continuato il difensore - che la Grecia non è diventata da un giorno all'altro una grande squadra. Non possiamo pensare che sia cosi. Siamo una buona squadra che ha giocato bene e ha approfittato delle occasioni. Siamo un gruppo molto unito che può crescere ancora e che fa bene a non porsi traguardi. A questo punto può accadere di tutto e noi abbiamo il dovere di farci trovare pronti».
Un pensierino alla finale è inevitabile anche se il difensore evita di parlarne: «Finora abbiamo giocato con passione e tanta grinta - ha spiegato - Abbiamo fatto tesoro delle raccomandazioni di mister Rehhagel e abbiamo lavorato giorno e notte per raggiungere questo traguardo. Sappiamo di poter fare altra strada e non ci tireremo certamente indietro. Io ho fatto spostare il mio biglietto per il ritorno al 5 luglio».
Davvero niente male per un ragazzo arrivato tardi sulla scena internazionale e quasi rassegnato a una vita da comparsa. L'Europeo riconsegna alla Roma un difensore vero e al calcio greco un «gigante» in tutti in sensi.