Per i rifiuti «irregolari» l'ex sindaco Corona condannato a quattro mesi

PIEVE PORTO MORONE. L'ex sindaco di Pieve Porto Morone, Sergio Corona, è stato condannato a 4 mesi e 15 giorni e a un'ammenda di 1.700 euro per violazione alla legge che disciplina lo smaltimento dei rifiuti. Il processo a carico di Corona, che all'epoca dei fatti guidava l'amministrazione di Pieve, si riferiva alla gestione di una isola ecologica. Nello spazio, destinato alla raccolta dei rifiuti non urbani, gli stessi erano accatastati sul terreno in una situazione di degrado.
All'origine della vicenda vi è un sopralluogo che due guardie ecologiche volontarie dell'amministrazione provinciale effettuarono a Pieve Porto Morone, in via Ponte Vecchio, nel novembre del 2000. La zona era stata in precedenza adibita a isola ecologica e ospitava due grossi contenitori di plastica, per le batterie d'auto esauste e le lampade fluorescenti, e tre cassoni metallici destinati allo smaltimento del verde e di materiali ferrosi. Alcuni cassonetti, in effetti, risultavano parzialmente occupati dai rifiuti. Ma gran parte se ne trovava anche sul terreno. Le due guardie annotarono la presenza di un personal computer, uno pneumatico, un sacco nero contenente polistirolo, 16 batterie esauste per auto, una latta di olio minerale esausto da 25 chilogrammi, frammenti di lampade e tubi fluorescenti, vetro, bottiglie e 12 frigoriferi. Parte di questo materiale può essere pericoloso per l'ambiente se non smaltito in maniera adeguata. Inoltre l'area, sempre secondo quanto riferito dai verbalizzanti, versava in condizioni di degrado. Vi era materiale di origine vegetale in stato di decomposizione, un odore decisamente sgradevole, e anche alcuni topi. Secondo quanto riferito da uno degli amministratori la pulizia dei cassonetti sarebbe dovuta avvenire ogni dieci/quindici giorni. Ma le fotografie scattate dalle guardie ecologiche e acquisite agli atti inducono a dubitare che l'evento accadesse con tale frequenza. I rifiuti, in ogni caso, avrebbero dovuto trovarsi all'interno dei contenitori e non a contatto con il terreno. Di questa situazione la Procura della Repubblica ritenne responsabile l'allora sindaco. Sergio Corona, all'udienza davanti al giudice, era difeso dall'avvocato Giuseppe Franco Ferrari. Il pubblico ministero, Giuseppe Teristi, ha chiesto la condanna dell'ex amministratore a 6 mesi di arresto. Il giudice ha ritenuto congrua una pena di 4 mesi e 15 giorni, ovviamente con il beneficio della sospensione condizionale.