Nablus, gli israeliani a caccia degli stragisti

TEL AVIV. Alle prime luci dell'alba ingenti reparti militari israeliani sono confluiti nella casbah di Nablus (Cisgiordania) nel dichiarato intento di mettere fuori uso «il motore propulsore delle stragi». In prima fila si sono viste le grandi ruspe militari, che hanno provveduto a bloccare le vie.
Sui tetti delle case hanno intanto preso posizione i membri del battaglione di fanteria Carrubo. Nel rione medioevale della città si annidano sei dirigenti delle Brigate dei martiri di al-Aqsa e della Jihad islamica: sono loro - dice Israele - i cervelli di una infinita serie di stragi progettate con i guerriglieri libanesi Hezbollah. A Nablus sono progettati l'80 per cento di tutti gli attentati antiisraeliani.
Nelle viuzze della casbah i soldati sono esposti a rischio continuo. «Erano molto agitati, sparavano su tutto quello che si muoveva, anche sui gatti e sui cani randagi» ha poi detto un'abitante. Un potente ordigno è esploso al loro passaggio. Una bottiglia incendiaria, lanciata contro una pattuglia, non ha fatto vittime. Il fuoco di reazione dei militari ha ferito un palestinese. E una casa è stata quasi rasa al suolo mentre artificieri cercavano di neutralizzare un corpetto esplosivo con 20 chili di tritolo, pronto per essere indossato ed utilizzato.