L'esame utile della Scuola edile
PAVIA. Il giovane con l'elmetto in testa e la cazzuola nella tasca dei jeans ripiana la calce sul muretto che cingerà alcuni laboratori del Comune, alle spalle dell'ex macello. Per i dodici studenti del corso professionale di Esedil, la scuola edile della provincia, è un'esercitazione di fine corso. Per la città - e per il Comune che riceve gratuitamente il manufatto - è anche un'operazione con una ricaduta sociale. Se non si stessero preparando a diventare operatori edili, i dodici ragazzi - adolescenti dai 14 ai 18 anni in obbligo formativo - sarebbero da tempo fuori dal mondo della scuola. E magari senza un progetto.
Invece per molti di loro la scuola edile è diventata una seconda casa. Organizza i corsi professionalizzanti, garantisce loro il trasporto da diversi centri della provincia fino a Pavia, li ospita a pranzo e li aiuta a socializzare. Seguiti per tutta la durata dell'anno scolastico non solo da esperti del mestiere, insegnanti e tutor ma anche da uno psicologo dell'Università di Pavia, Stefano Rossi, che ha aperto uno 'sportello" in Esedil. Con lo psicologo hanno imparato a valorizzare le proprie capacità personali, a comprendere l'importanza del lavoro di squadra e persino a simulare un colloquio di lavoro. Seicento ore tra aula e laboratorio, nella sede di viale Sardegna. Il capannone, mille metriquadri coperti, ospita il cantiere, le strutture di accoglienza e le aule didattiche. Nell'open space dalle grandi finestre i ragazzi del corso hanno appena costruito una casa: una villetta a grandezza naturale con pareti, finestre e tegole sul tetto. E come ogni anno, a fine corso, l'edificio sarà demolito per lasciare posto a un nuovo cantiere a settembre.
«Il 30 si concluderà la 'simulimpresa" - spiega la direttrice, Antonietta Bottini - e il 1º luglio gli studenti sosterranno un colloquio per l'ammissione al secondo anno». Triennale è invece il corso di qualifica professionale per operatore edile. Ma per chi ha frequentato il primo anno di scuola superiore ed ha abbandonato gli studi il corso si trasforma in un biennio. Proprio quindici giorni fa altri dodici studenti, già diplomati al Volta e iscritti al corso sui cantieri stradali, hanno sostenuto l'esame: tutti promossi e dieci di loro hanno già firmato un contratto di assunzione con le imprese nelle quali hanno effettuato lo stage. Dei due rimasti, uno proseguirà l'Università e l'altra è figlia di un imprenditore edile e lavorerà a fianco del padre. Sui banchi della Esedil si impara a tenere la contabilità di cantiere, si studia sicurezza, tecnologia, gestione dei macchinari, si imparara a conoscere il catasto. E si fa pratica. Tanta. Un'autostrada per entrare nelle imprese. Ad agevolare il percorso sono gli stage. «Molti insegnanti sono docenti universitari - spiega Bottini - Abbiamo intenzionalmente voluto valorizzare la formazione professionale per dare alle imprese una garanzia assoluta di qualità, sia per le persone che inseriamo negli stage e delle quali poi chiediamo l'inserimento in azienda sia per il tipo di formazione. E negli ultimi anni quasi tutti i diplomati del corso sono stati assorbiti dalle imprese per le quali hanno lavorato».
Tra le altre attività Esedil - il cui consiglio d'amministrazione è storicamente composto da sei imprenditori edili e sei rappresentanti sindacali (con Giuseppe Boselli presidente e Gianfranco Salluzzo vice) - ci sono anche i corsi di specializzazione per i dipendenti delle imprese: 9 in tutto quest'anno, tenuti però nella sede amministrativa di viale Damiano Chiesa. E il 5 luglio, infine, i detenuti del carcere termineranno anche il loro corso edile.