Marcinelle, ergastolo al mostro pedofilo

BRUXELLES. Ergastolo per Marc Dutroux. Questa la sentenza emessa ieri giudici della corte d'assise di Arlon (sud del Belgio), contro il pedofilo assassino di Marcinelle. Dutroux è stato riconosciuto colpevole di aver rapito, sequestrato e violentato sei ragazzine, di cui solo due sopravvissute alla prigionia; di aver assassinato due delle sue vittime, An Marchal, di 17 anni, e Eefje Lambrecks, di 19 anni, nonchè il suo presunto complice Bernard Weinstein.
Al pedofilo belga sono inoltre addebitate responsabilità nella morte delle piccole Melissa Russo (figlia di un emigrato italiano) e Julie Lejeune, entrambe di 8 anni, decedute per fame e sete nel nascondiglio dove Dutroux le teneva segregate. La ex moglie di Dutroux, Michelle Martin, è stata condannata a 30 anni di reclusione, per l'aiutante Michel Lelievre la pena è di 25 anni. L'uomo d'affari Michel Nihoul invece è stato condannato a 5 anni di carcere. Per Nihoul, che è comparso libero al processo, non è stata chiesta la carcerazione immediata. L'anziano uomo d'affari, 63 anni, era stato riconosciuto colpevole soltanto di essere a capo di un'associazione a delinquere per traffico di stupefacenti e di esseri umani, ma non di rapimento e sequestro delle bambine. Per lui l'accusa aveva chiesto «almeno 10 anni di carcere». Lelievre, 33 anni, è stato invece riconosciuto colpevole di rapimento e sequestro delle bambine, e per due delle vittime da torture che le hanno portate alla morte. Nella requisitoria, il pubblico ministero Michel Bourlet aveva chiesto un minimo di 30 anni. La ex moglie di Dutroux è stata riconosciuta colpevole di associazione a delinquere per rapimento e sequestro di bambine. In particolare, è colpevole di aver sequestrato Laetitia, Sabine, An, Eefje, Melissa e Julie con l'aggravante di aver avuto la responsabilità per queste ultime di torture che le hanno condotte alla morte.
«Signor Dutroux, lei ne esce comunque meglio della maggior parte delle sue vittime che non è più in questo mondo»: con questo commento il presidente della Corte, Stephane Goux, ha terminato la lettura della condanna nei confronti del pedofilo e dei suoi tre coimputati. Alla ex moglie di Marc Dutroux, Michelle Martin, il presidente della Corte ha detto: «Se lei è una donna destinata ad essere sottomessa all'influenza di qualcuno, starà bene attenta in futuro a frequentare soltanto persone che avranno su di lei un'influenza positiva». La linea difensiva della Martin è stata proprio quella di cercare di convincere la giuria di essere stata «vittima» dell'influenza dell'ex marito. Quanto a Michel Lelievre, accusato di aver partecipato ai sequestri e ai rapimenti, Stephane Goux si è limitato a dire: «Se non consumerà più droghe, potrà avere una vita normale dopo la sua scarcerazione». Lelievre è stato condannato a 25 anni di carcere. Rivolgendosi infine a Michel Nihoul, l'uomo d'affari condannato a cinque anni di reclusione, il presidente ha commentato: «La sua età e il suo stato di salute l'ha fatta ravvedere. Era ora».
«Per gli omicidi di An, di Eefje, di Bernard Weinstein, le violenze e i rapimenti di Julie e Melissa, io griderò la mia innocenza fino alla mia morte». Cosi Marc Dutroux si era difeso prima che i giudici si riunissero in camera di consiglio. La Corte non gli ha creduto.