Brogli: Pisanu tace, Berlusconi sotto tiro
ROMA. Accuse e sbeffeggiamenti dal centrosinistra, imbarazzo dai suoi stessi alleati. Silvio Berlusconi sembra esser caduto in un altro infortunio con le sue clamorose accuse di brogli. Gianfranco Fini si trincera in un significativo «no comment».
Il solito Bruno Tabacci (Udc) attacca: «Berlusconi non è più lucido». E se non bastasse il Cavaliere finisce sotto inchiesta per il suo mini-comizio davanti a un seggio elettorale. A denunciarlo è stato Piero Ricca, lo stesso che l'anno scorso lo chiamò «buffone» e fu denunciato per ingiuria.
Berlusconi rischia comunque solo una multa dalle 200mila ai 2 milioni di vecchie lire perché dal 1993 il suo comportamento non è più considerato reato (prima era previsto un anno di reclusione), ma solo una violazione amministrativa.
Nei guai finisce però soprattutto Beppe Pisanu. Se il presidente del Consiglio dichiara che nei seggi elettorali «vengono cancellate schede elettorali a nostro favore e attribuite a loro», come mai il ministro degli Interni ha sostenuto che le elezioni di dieci giorni fa sono state «una bella prova di maturità democratica» e una «prova di efficienza dell'apparato dello Stato»?
Lo chiedono i senatori Ds, in una interpellanza presentata ieri, e chiedono inoltre al ministro se «è a conoscenza delle alterazioni gravi dei risultati elettorali, dei brogli compiuti nei seggi elettorali e dei nomi dei responsabili». E ancora in quali sezioni siano avvenuti i supposti brogli, quante denunce siano state presentate, a quanto ammontino i voti contestati e se le alterazioni comportano l'annullamento delle elezioni europee, amministrative o delle regionali sarde.
Sempre in Senato ieri mattina il capogruppo Ds Gavino Angius aveva duramente attaccato Berlusconi per affermazioni che costituiscono «l'ennesimo nuovo colpo alla credibilità internazionale del nostro Paese». «Veniamo ormai additati come un Paese guidato da un barzellettiere, da un imbroglione abituale che normalmente mente di fronte al Paese esercitando una facoltà politica che è del tutto impropria».
Altrettanto dure le accuse piovute dalla Margherita. «Mi sembra che Berlusconi o è andato fuori di testa o sta preparando il clima per portare l'esercito ai seggi», dice fra l'ironico e il preoccupato Pierluigi Castagnetti. Clemente Mastella si stupisce invece che ad accusare è proprio «chi ha in mano le redini della gestione delle elezioni».
A difendere Berlusconi scende in campo cosi solo qualche pasdaran di Forza Italia e qualche esponente della Lega, pur correggendo in parte le dichiarazioni del Cavaliere. Il leghista Alessandro Cè si dice ad esempio d'accordo con Berlusconi perché, dice, i presidenti di seggio sono spesso «militanti di partito». Anche Francesco Speroni si dice d'accordo, anche se «Berlusconi si è espresso in modo impreciso».