Cosentini al veleno all'attacco di Forza Italia
CASORATE.Più della sconfitta della sua nuova creazione politica, gli brucia vedere che dopo cinque anni Casorate è tornata in mano alla sinistra. Luigi Cosentini è stato segretario comunale di Forza Italia. Poi la lite con l'ex sindaco, Giovanni Orlandi. Quindi l'uscita dalla maggioranza (che nel frattempo si era iscritta in massa al partito) e dalle stesse fila di Fi. Le polemiche e gli scontri, una volta fuori, non sono finiti. Qualche frecciata all'indirizzo del movimento di cui ha fatto parte l'ha sempre mandata, di tanto in tanto. Oggi, con la secca sconfitta della lista appoggiata da Forza Italia, Cosentini rompe il silenzio durato tutta la campagna elettorale. «Un gran bel risultato per il partito, non c'è dubbio - commenta ora l'ex segretario cittadino -. Nel 1999 avevamo fatto un durissimo lavoro sul territorio, fra la gente. Avevamo trasformato la sezione del partito in qualcosa di vivo, non un semplice ufficio con una scritta. In cinque anni, hanno distrutto questo patrimonio. Davvero complimenti...». Cosentini non vuole entrare in analisi post-voto troppo elaborate. «Mi basta confrontare i risultati - prosegue -. Non è una questione nè di commenti, nè di opinioni. Parlano i numeri. Noi, con la nostra lista allargata, avevamo vinto. Loro, facendo la stessa cosa, hanno perso». «Non riesco a capire se hanno semplicemente sbagliato i calcoli, o è solo stata presunzione - dice ancora -. Forse pensavano di vincere facilmente anche stavolta. Ma non è andata proprio cosi». A giudizio di Cosentini, il responsabile della debaclè ha un nome: il senatore Luigi Fabbri, ex coordinatore provinciale di Forza Italia. «Doveva intervenire quando si verificò la spaccatura all'interno del partito. Non lo fece, non tentò neppure di ricomporre la frattura, dando credito agli attuali vertici. Con questi bei risultati». Una piccola considerazione: «La nostra lista ha preso 830 voti. Insieme a quelli di Sarli avremmo vinto ancora. C'è chi deve riflettere su come il centro destra, e in particolare Fi, abbia perso un Comune di 7 mila abitanti». Luigi Fabbri, ex responsabile del partito a livello provinciale, rimanda al mittente le accuse. «E' stato Cosentini, a Casorate, a litigare con tutti - replica -. Non ha dato alcuna dimostrazione di possedere spirito di gruppo. Naturale, quindi, fra lui e Angelo Repossi scegliere quest'ultimo. La scelta di Cosentini è stata sbagliata. E lo si è visto nelle nuove elezioni, dove alla fine sono andati a scegliere un candidato estraneo alla comunità. E sono stati severamente puniti dall'elettore». Fabbri non nega il risultato poco lusinghiero, ma precisa: «Nei paesi le liste civiche hanno un loro peso, indipendentemente dai partiti. La scelta del nuovo coordinatore provinciale, Sandro Bruni, per Casorate è comunque del tutto condivisibile. Poi la gente va alle urne e fa le sue scelte».(g.s.)