La scuola in carcere, bilancio positivo

VIGEVANO. Bilancio positivo, a conclusione dell'anno scolastico, per le attività di tipo trattamentale che si sono svolte all'interno della casa circondariale dei Piccolini, organizzate dalla direzione dell'istituto penitenziario in collaborazione con l'istituto «Casale». La buona riuscita dell'iniziativa è segnalata da una studentessa della scuola che illustra le iniziative atttuate.
«Il Casale ha attivato per i detenuti alcune classi di Ragioneria, collaborando con «Progetto Sirio» (tre classi di biennio e una classe quarta, per un totale di una trentina di corsisti), e con il Centro Territoriale Permanente della Media «Bramante», che tiene cinque corsi per conseguire il diploma di terza media», si legge nella relazione. «Dopo il successo della replica natalizia di Aggiungi un posto a tavola, hanno esordito le sezioni femminili Comuni e Alta Sicurezza, con uno spettacolo di canti, poesie, musiche e balli voluto dalla Bramante con alcune insegnanti del Casale». Donne di nazionalità diverse, accumunate dalla stessa passione per ritmi e movenze tradizionali e moderni, «si sono avvicendate sul palcoscenico, mostrando una gran voglia di divertirsi e di liberarsi per qualche ora dalle censure della detenzione».
E' stata poi la volta della compagnia teatrale «La bottega dei sogni - Chi balla c'è», composta da detenuti della sesta sezione di Alta Sicurezza Maschile, che ha portato in scena il Gobbo di Notre Dame. «Gli attori hanno dato vita a una rappresentazione piacevolissima, dimostrando di sapersi muovere con agio e scioltezza e raggiungendo capacità espressive quasi da professionisti. Applauditi da un pubblico numeroso, tra cui numerose autorità, come il vescovo Claudio Baggini, il dirigente del Comune Mario Luisari, il dirigente dell'ufficio Scolastico regionale Aldo Tropea, i detenuti-attori hanno ricevuto una targa-ricordo dalle mani della preside del Casale Maria Grazia Dallera, che ha sottolineato come l'impegno e la dedizione di queste persone abbiano dimostrato ancora una volta che si possono ottenere risultati brillanti malgrado le forti limitazioni dovute al regime detentivo». Nella stessa occasione «è stato distribuito il periodico Il Sestante, pubblicazione che fa rinascere quella che veniva stampata una decina d'anni fa a cura dei detenuti».