Scoperti dalla Finanza 69 evasori totali
PAVIA. Dai commercianti di auto ai locali di divertimento mascherati da Onlus, dall'edilizia alla sanità. I 69 evasori totali o paratotali scoperti dalla Finanza (guidata dal colonnello Gianni Degaudenz) tra giugno 2003 e maggio scorso appartenevano alle più svariate categorie economiche. L'imponibile sottratto a tassazione ammonta a 21,6 milioni di euro (oltre 40 miliardi di lire), più 3,3 milioni di euro di Iva. Queste somme sono una parte consistente dell'intero imponibile scoperto dalle Fiamme Gialle: 30 milioni di euro, più 17,2 milioni di Iva non versata all'erario.
Gli accertamenti hanno anche comportato la denuncia all'autorità giudiziaria di 21 persone. Gli illeciti penali contestati più di frequente sono stati: presentazione di dichiarazioni fraudolente o infedeli, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documentazione contabile.
La Finanza, che lunedi alle 18.30 celebrerà il 230º anniversario della fondazione del corpo, ha eseguito in un anno 576 verifiche, che non hanno riguardato ovviamente solo l'evasione fiscale.
Nel campo del contrasto al sommerso, sono stati scoperti 12 lavoratori irregolari e 182 soggetti che esercitavano attività lavorativa completamente in nero.
E ancora, nell'ambito delle lotta al gioco d'azzardo, sono stati sequestrati 69 apparecchi tipo videopoker.
Le pattuglie del 117, il servizio di pubblica utilità della Guardia di Finanza, hanno eseguito nel complesso 4.897 controlli, sia nei confronti di trasportatori di merce su strada che di soggetti obbligati alla emissione delle ricevute o scontrini fiscali: sono state constatate 250 violazioni.
«Gli obiettivi strategici assegnati dall'autorità di governo alla Guardia di Finanza nelle lotta all'evasione fiscale, che hanno caratterizzato l'attività degli ultimi dodici mesi - dicono le Fiamme Gialle - hanno rilanciato la funzione tipica della polizia tributaria investigativa, attraverso il controllo economico del territorio e la 'prossimità" alle realtà produttive, nella prospettiva di un accurato e penetrante contrasto ai fenomeni dell'economia sommersa e del lavoro nero».
In ogni caso «il forte senso della legalità che caratterizza la realtà socio-economica pavese ha preservato la provincia di Pavia dagli esiti di tali fenomeni che, pur manifestandosi entro limiti fisiologici, non hanno assunto livelli di criticità».
La Guardia di Finanza ha agito con «un sempre maggiore coordinamento con le varie agenzie fiscali», e i risultati sono stati ottenuti in tutte e tre le aree della provincia di Pavia (Pavese, Oltrepo, Lomellina). «Proficuo - concludono le Fiamme Gialle - è stato anche il rapporto di collaborazione con le altre forze di polizia».