Cremona, operaio annega nel fiume Adda: si era tuffato per salvare i figli

CREMONA.Ha cercato di aiutare i figli, trascinati dalla corrente del fiume Adda sino al pilone centrale del vecchio ponte di Spino, in provincia di Cremona, ma trascinato dalla corrente non ce l'ha fatta ed è annegato sotto gli occhi della moglie. E' morto cosi Angelo Martinelli, un operaio di 40 anni di Pioltello (Milano), che aveva scelto di passare la sua giornata di riposo in riva al fiume, con la famiglia e gli amici. La tragedia è avvenuta nel pomeriggio di giovedi e si è consumata in pochissimi istanti: il gruppo aveva terminato da poco una grigliata sulla spiaggia di ghiaia, al confine tra il cremasco e il lodigiano. Il figlio tredicenne dell'operaio milanese, Gabriele, stava giocando lungo la riva con la sorellina di sette anni, Gaia. All'improvviso, le ciabattine di uno dei ragazzini sono finite in acqua: i bambini hanno cercato di recuperarle, ma la corrente le ha trascinate verso il centro del fiume e improvvisamente i fratelli si sono trovati in difficoltà, tanto da doversi aggrappare a uno dei piloni del ponte. Angelo Martinelli ha tentato allora di raggiungere i figli, confidando sul fatto che, in quel tratto, il livello dell'Adda non supera il metro e mezzo. Ma gli amici l'hanno visto sparire sotto il pelo dell'acqua, come se fosse stato risucchiato da un vortice. A quel punto, un barista milanese di 22 anni e un operaio trentottenne di Casalpusterlengo, stesi al sole poco lontano, si sono gettati nel fiume, ma non hanno potuto far altro che riportare a riva i bambini. Per il padre non c'è stato nulla da fare. Il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco un'ora dopo: l'uomo era stato inghiottito da una voragine profonda cinque metri, creata dall'erosione nel letto del fiume, in questo periodo non molto ricco d'acqua.