Chiude la Silmec, in bilico quaranta posti
VOGHERA. Quel poco che rimane dell'industria meccanica vogherese rischia seriamente di perdere un'altra fetta importante: la Silmec, sorta nel 1989 sulle ceneri dell'Arona, storica fabbrica di motori del dopoguerra, si accinge a chiudere i battenti e a trasferire gli impianti a Cormano, nel Milanese. Una decisione a cui gli operai hanno risposto proclamando per oggi quattro ore di sciopero.
Il caso scoppia nella mattinata di ieri, all'Unione industriali, quando i dirigenti della Silmec, che fa capo alla società milanese Simi, comunicano senza troppi giri di parole la loro volontà di lasciare Voghera e di trasferire gli impianti a Cormano, sede centrale del gruppo. Per l'azienda di via Oriolo, ci sono i manager Morsiani, Becis e Cavallotti; per il sindacato Nadia Zambellini (Fim-Cisl) e Fabio Fasani (Fiom-Cgil).
La Silmec se ne va perchè vuole centralizzare la produzione e ridurre i costi, e perchè evidentemente non considera più strategica una presenza a Voghera che dura da quindici anni. A complicare la situazione ci si è messa anche la Mercedes che ha fatto saltare una maxi-commessa per la fornitura dei pedali del freno. Una commessa che, nella valutazione del sindacato, avrebbe coperto fino al 70-80% del fatturato delle officine di via Oriolo, specializzate in componentistica meccanica per auto. Saltato l'affare, è stato affrettato il piano di dismissione della fabbrica vogherese, che prevede nei prossimi giorni l'avvio delle procedure di mobilità per i quaranta dipendenti. La Silmec ha garantito di essere pronta ad assorbire tutti quei lavoratori che accetteranno di fare i pendolari fra Voghera e Cormano. Già, ma quanti si rassegneranno alla scomoda prospettiva e saranno nelle condizioni di affrontarla quotidianamente? L'azienda spera di raggiungere un accordo che consenta di avviare l'operazione senza troppi scossoni, ma il sindacato non ci sta. «Per mesi abbiamo sollecitato piani di ristrutturazione e di rilancio - sbotta Zambellini - e per tutta risposta viene annunciata la chiusura. E' un colpo durissimo per Voghera e la sua industria, non possiamo che dire no».