Acqua di qualità, accordo Ateneo-Asm

PAVIA. L'acqua come risorsa e bene prezioso: da gestire con intelligenza e attenzione, da migliorare nella qualità e da usa con rispetto. Se tutto questo è vero, in particolare dopo la crisi della siccità che si è registrata lo scorso anno, assume un particolare significato il rinnovo della convenzione e accordo di programma tra l'Università di Pavia e Asm SpA per «lo sviluppo dell'attività del Centro di ricerca sulle acque» che ha sede nello stabilimento del depuratore di via Montefiascone. L'iniziativa è stata presentata ieri e sono stati annunciati alcuni importanti progetti alla presenza del presidente dell'Azienda, Daniele Bosone, del professor Luigi Rinaldi, in rappresentanza del Rettore e del direttore del centro, professor Sergio Papiri.
E c'era, anche, il professor Giovanni Ianelli, vera «anima» del centro di ricerca. Il quale, con qualche sottolineatura polemica, ha ricordato come il centro, attivo dal lontano 1987, abbia avuto sempre pochissimi fondi a disposizione e, malgrado questo, abbia prodotto lavori di altissimo livello. La stessa convenzione con il Comune e poi con l'Asm - se pur aveva fornito fior di risultati - non era mai stata sfruttata a dovere. Insomma, il rinnovo della convenzione, e di questi Iannelli ha più volte ringraziato Bosone - è anche una svolta nei rapporti tra i due enti, una forma importante di collaborazione che, nei loro interventi, hanno sottolinato anche gli assessori all'Ambiente Delio Todeschini (Provincia) e Angelo Zorzoli (Comune). «Il nostro obiettivo - ha spiegato il presidente dell'Asm - è che il Centro diventi il punto di riferimento nello studio delle acque per tutta la provincia e oltre, anche perché la collaborazione tra un'azienda e l'Ateneo permette la sperimentazione concreta, diretta». Non è un caso che proprio li, nel Centro ospitato presso il depuratore, si siano laureati decine di giovani e che siano emerse soluzioni nuove e originali per il trattamento delle acque e della depurazione. In questi giorni, peraltro, il consiglio di amministrazione di Asm ha deciso di finanziare una borsa di studio triennale, per l'importo di 35mila euro, per il corso di dottorato di ricerca in Ingegneria civile su «Controllo degli scarichi delle acque meteoritiche di dilavamento tramite scaricatori di piena e vasche di prima pioggia». «Ringrazio il presidente Bosone e tutto il consiglio d'amministrazione - ha detto il professor Papiri - per tale finanziamento che consentirà di sviluppare un tema di grande interesse scientifico e ambientale e anche di grande interesse pratico per Asm e, di conseguenza, per la città di Pavia».
Ianelli, ancora, non ha mancato la frecciata nei confronti del Comune: «Di cose, qui, ne abbiamo fatte tantissime, abbiamo prodotto documentazione in 40 copie che il consiglio comunale probabilmente non ha mai neppure letto. Oggi gioisco: dopo trent'anni di attività oscura, oggi possiamo finalmente presentarci sul territorio. Qui abbiamo gente che frequenta i nostri corsi da tutta Italia, da qui sono usciti ingegneri esperti che oggi lavorano in aziende importanti in tutta Italia. Da sempre abbiamo le competenza, da sempre restiamo fuori. In Asm e in particolare dal presidente Bosone abbiamo trovato un'apertura mentale che abbiamo ammirato, ma anche da altri interlocutori come l'assessore Todeschini, per non dire dell'importante collaborazione con il Comune di Arena Po per la difesa del Ticino e del Po». Insomma, sembrano le basi per una svolta per il Centro di ricerca sulle acque. (f. ma.)