Fraschini, teatro superstar
PAVIA.E' tempo dei bilanci di fine stagione e anche di programmazioni al Teatro Fraschini, che si è classificato al 25º posto dei Teatri italiani con una capienza di 500-800 spettatori. Un ottimo risultato di cui, numeri e statistiche alla mano, ci parlano il presidente Antonio Sacchi e il direttore artistico, Fiorenzo Grassi. «Chiudiamo con un bilancio di grande stabilità, che conferma quello degli ultimi tre anni, attestato sui 600.000 euro», esordisce Antonio Sacchi, che aggiunge: «Un altro dato significativo sono i 43190 spettatori, che confermano la fedeltà del pubblico del Fraschini». E' soprattutto la lirica con 639 spettatori a replica a suscitare maggiore entusiasmo. «Per 'Altri percorsi" abbiamo toccato i 700 spettatori a serata (ma con una sola replica), ma la lirica è uno degli assi portanti del teatro, che ha permesso il riconoscimento del Fraschini come teatro di tradizione. Anche le presenze della prosa sono molto stabili, 17 mila globali, con gli abbonamenti in crescita. Soddisfacenti anche le presenze della musica, al momento sulle 5mila».
Le iniziative extra hanno riscosso gran successo: 712 presenze al concerto di Pollini, mentre quello di Capodanno con Piovani ha avuto 666 presenze. «Sono cifre che parlano da sole» conclude Sacchi. I titoli più graditi? «Per la lirica 'L'Idomeneo" di Mozart ha avuto risultati quasi pari al 'Barbiere di Siviglia": è un segno di grande maturità culturale della città» continua il presidente. «Nella sezione della prosa oltre al gran successo dei musical 'Fame" e 'Febbre del sabato sera", tutti gli spettacoli hanno avuto tra i 1500 e 1900 spettatori. Lo spettacolo che è andato meno bene, 'Il benessere", ha avuto 1400 presenze; quindi comunque un risultato importante».
Come monitorate il gradimento del pubblico?
«Raccogliamo i commenti a caldo, subito dopo lo spettacolo - dice Fiorenzo Grassi - è un rilevamento che ci aiuta molto. Raccogliamo critiche e anche complimenti e soprattutto un orientamento per le scelte di massima. Certamente emerge che il pubblico a Pavia ama il teatro di prosa classico, quello con la parola al centro, senza ibridazioni di immagini o musica. E' un pubblico che ama anche sentirsi raccontare delle storie; proprio su questo lavoriamo, non solo nel programmare la stagione di prosa, ma anche sul balletto». Le cose sperimentali hanno un pubblico più ridotto? «Si, limitato a una serata - continua Grassi - ma c'è un pubblico pavese che chiede sperimentazione. Lo spettatore tipo di una città come la nostra è molto informato, ha un ampio ventaglio di proposte dalla prosa al balletto alla musica, è uno spettatore critico, molto più che nelle metropoli, dove di solito si segue la stagione di un solo teatro specializzato».
«Uno spettatore attento - aggiunge Antonio Sacchi - perché partendo da una cultura di base, sa essere un pubblico dotato di grande attenzione critica». «Il dialogo con il pubblico, a volte la polemica - continua Grassi - fanno si che lo spettatore non si senta isolato e si senta libero di esprimersi sulla stagione, di essere propositivo. Da questo dialogo abbiamo capito che è necessario presentare delle cose che si comprendano per far si che il pubblico cresca. Anche per questo siamo il 25º teatro in Italia tra quelli che hanno 500-800 posti».
Esiste un margine di miglioramento? «Dal punto di vista quantitativo non credo - dice il Presidente - siamo ai limiti dell'occupazione degli spazi; in termini quantitativi si può sempre fare di più, in questi 4 anni al Fraschini è passato di tutto e molto del meglio nazionale e internazionale, per di più in una situazione di difficoltà dell'ente locale e con l'incremento dei contenuti dei sostenitori privati».
E per l'anno prossimo? In attesa che il 9 settembre venga presentata la stagione ufficiale, ecco alcuni anticipazioni del direttore artistico: «Ci affideremo alla prosa classica, col ritorno di Shakespeare per almeno due titoli, letti con uno sguardo all'oggi; non mancherà nemmeno la drammaturgia contemporanea. Per la musica avremo concerti sinfonici, molto amati dalla città e qui le star saranno i compositori; non mancherà la musica contemporanea. Altri percorsi proporrà, tra l'altro, un omaggio a Primo Levi, per celebrare i 60 anni della fine della II guerra mondiale; stiamo poi lavorando al 'Giamburrasca" di cui sosteniamo anche in parte la produzione. Per il balletto ci saranno i classici e una star della coreografia americana contemporanea. La lirica, infine seguirà lo schema 2+2+1, con due opere famose, due meno note e una prodotta dal teatro; i nomi sono Monteverdi, Giordano, Massenet, Donizetti e Verdi. Non mancheranno occasioni speciali di carattere lirico-sinfonico per il decennale di riapertura del teatro».
Grazia Bruttocao